A poco più di 100 giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali, la macchina organizzativa comincia a svelare le sue carte. E il nodo dei trasporti, tra i più delicati, ha finalmente qualche certezza. Durante un incontro informale a Palazzo Piloni, Fondazione Milano Cortina ha illustrato ai sindaci le prime linee guida per la gestione della mobilità olimpica.
Sei aree di parcheggio, 3.700 posti auto, 120 navette per gli spettatori e altrettante per gli stakeholder. Il piano è ambizioso, ma ancora in evoluzione. E soprattutto, chiarisce un punto che aveva generato confusione: non sarà Longarone a smistare il traffico, bensì San Vito di Cadore e Rio Gere, dove saranno attivi i blocchi per le vetture senza pass.
I pass? Arriveranno a ottobre, tramite un portale dedicato sul sito della Fondazione. Serviranno per residenti, lavoratori, fornitori e possessori di seconde case. Chi non li avrà, potrà accedere solo con i mezzi pubblici.
Secondo le stime, il picco massimo di spettatori nell’area di Cortina sarà di circa 20.000 persone, ma solo in tre giornate clou. Il 40% arriverà da sud, via treno fino a Ponte nelle Alpi o in auto. «La situazione è estremamente complessa – ammette il presidente della Provincia Roberto Padrin – e soggetta a modifiche in base al completamento delle varianti stradali e alla distribuzione dei visitatori».
Il consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi è netto: «Continuare a dire che la strada sarà chiusa a Longarone è fuorviante. La statale resterà aperta per garantire il traffico verso le altre zone».





