«Mi sono appassionata guardando papà». Deborah, la bellunese che spara ai Mondiali di tiro in Thailandia

«Mi sono appassionata guardando papà». Deborah, la bellunese che spara ai Mondiali di tiro in Thailandia

«Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile…» recita una celeberrima battuta del “Buono, il brutto, il cattivo”, di Sergio Leone. E se la pistola la impugna una donna? Niente scene thriller: è sport. Anzi, una passione diventata sport. Ad altissimi livelli, perché Deborah Da Rold rappresenterà la nazionale italiana ai Campionati del Mondo. La specialità è il “tiro dinamico sportivo” e le gare si svolgeranno a Pattaya, in Thailandia, a partire da domani (domenica 27 novembre). 

Una passione nata dal lavoro del babbo, Oscar Da Rold, comandante della Polizia Provinciale. Il papà tornava a casa e metteva subito l’arma d’ordinanza sotto chiave. Ma Deborah ne era comunque incuriosita.

«Gli chiedevo sempre come funzionava la pistola» racconta Deborah, 34 anni, avvocato di professione. «Lui mi rispondeva che me l’avrebbe fatto vedere, ma che dovevo dimenticare tutto fino a quando non sarei diventata grande». 

Fatto sta che da grande la curiosità è rimasta. E così allo scoccare dei 18 anni Deborah torna alla carica. Comincia a frequentare il poligono di tiro, si appassiona. Non solo capisce come funziona una pistola, ma realizza anche di avere una discreta mira. E la cosa le piace. In pochi anni fa tutta la trafila: inizia a insegnare, poi arbitra. Segue tutte le tappe del Tsn, il tiro a segno nazionale. 

«Qualche anno fa mi è arrivata la proposta. Ero una delle poche ragazze che tirava» racconta con semplicità e umiltà. A dirla tutta, non è solo una delle poche ragazze: è anche una delle più brave e precise. Un cecchino infallibile. E la Federazione parte anche da lei per creare un progetto giovanile. «Così ho iniziato ad allenarmi. Il mio allenatore Max Bragagnolo un giorno mi fa: “Cominciamo a fare qualcosa di serio”. E la passione è diventata uno sport».

Deborah Da Rold lo sport lo prende seriamente, come tutte le cose che ha affrontato nella vita, dalla scuola all’Università. Tanto che nel 2022 è vice campionessa italiana e medaglia d’oro al Memorial Mario Riillo (competizione di vaglia nel campo del tiro a segno). Nel frattempo, viene scelta tra le atlete italiane che rappresenteranno la Nazionale azzurra in Thailandia. 

I Campionati del Mondo cominceranno domani. Deborah è partita mercoledì scorso e gareggerà in quattro categorie: individuale femminile, squadra femminile e overall (individuale e femminile). La competizione durerà complessivamente sei giorni. 

«Il tiro dinamico sportivo è un po’ diverso dal classico tiro a segno» spiega Deborah Da Rold. «I bersagli sono mobili, le distanze variano e anche il tiratore si muove. Diciamo che è più facile da vedere che da spiegare. Non è solo una questione di precisione e velocità, ma anche di controllo dell’adrenalina, di gestione del battito cardiaco. Questo sport mi ha insegnato a gestire le emozioni».

Quindi, non c’è nessuna ansia da prestazione… Avrebbe dovuto partecipare agli Europei nel 2019, «ma l’esame di Stato da avvocato non mi ha permesso di esserci», dice. «E poi dovevo gareggiare ai Mondiali in Thailandia nel 2020. Il Covid ha fatto spostare la competizione prima al 2021 e poi al 2022. Mi sento preparata, perché arriviamo a queste gare dopo un lungo circuito di campionati minori, selezioni, test. Sono grata alla Federazione per avermi scelto a rappresentare l’Italia, al mio allenatore e all’allenatore federale Ivano Bencivenni. Domenica si inizia e faremo sei giornate di gare, inframmezzate da una di riposo. Sono previsti 30 esercizi, ovvero 30 prove di tiro. Venerdì sera sapremo come è andata».

In bocca al lupo Deborah. 

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