Per i prossimi due giorni, meglio evitare le escursioni nella neve sui versanti a rischio valanghe. Il pericolo di slavine infatti è di grado 3 (marcato). Che su una scala da 1 a 5 è parecchio elevato.
Del resto, le nevicate sono state piuttosto abbondanti. E con le temperature da scirocco la neve fresca non ha fatto in tempo a consolidarsi.
LA SITUAZIONE
Con le nevicate degli ultimi tre giorni, la neve ha fatto la sua ricomparsa su gran parte del territorio montano. I quantitativi medi di neve fresca sono stati di 35-50 centimetri sulle Dolomiti a 2.000 metri e di 30-65 centimetri sulle Prealpi a 1.600 metri. «Il limite delle nevicate è oscillato fra i 900/1.400 m e sotto i 1.400/1.700 metri il manto nevoso spesso risulta umido» fanno sapere dal Centro Valanghe Arpav di Arabba. «Il vento in quota è stato insistente per tutto l’evento e sopra il limite del bosco, specie sulle zone più esposte allo scirocco, sono presenti ampie zone erose alternate a depositi di neve ventata. Oltre il limite del bosco il pericolo di valanghe è marcato (grado 3). In quota, in particolare sui versanti in ombra dove la nuova neve poggia su strati deboli a crescita cinetica, non si escludono singoli distacchi di grandi dimensioni. I distacchi provocati sono possibili già con debole sovraccarico specie lungo i pendii molto ripidi caratterizzati da depositi di neve ventata. Alle quote medie/basse sono possibili distacchi da slittamento».
ATTENZIONE
Il pericolo valanghe resterà al grado 3 anche nei prossimi giorni. «Con la neve presente fino a bassa quota, ora la maggior parte dei percorsi scialpinistici risultano percorribili» continuano dal Centro Valanghe. «La neve fresca e i lastroni da vento non si sono ancora assestati, pertanto per le escursioni al di fuori degli ambiti controllati è richiesta una buona valutazione locale del pericolo. In particolare richiedono la giusta valutazione quei pendii e quei canalini che non hanno ancora scaricato».





