Memoria e riconoscenza: Belluno intitola un piazzale ai caduti del 7° Alpini

Memoria e riconoscenza: Belluno intitola un piazzale ai caduti del 7° Alpini

La Giunta comunale di Belluno ha approvato la delibera che intitola un piazzale ai caduti del 7° Reggimento Alpini in Afghanistan, un atto che segna un momento di forte valore civile per la comunità. La decisione dà seguito alla proposta avanzata dall’Associazione Nazionale Alpini – sezione di Belluno, che da tempo chiedeva un riconoscimento pubblico stabile per ricordare i militari bellunesi e veneti morti nelle missioni internazionali.

«I nomi di Marco Pedone, Gianmarco Manca, Sebastiano Ville e Francesco Vannozzi – uccisi in un attentato il 9 ottobre 2010 – e di Matteo Miotto, colpito da un cecchino il 31 dicembre dello stesso anno, tornano così al centro della memoria collettiva – è il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Alessandro Farina – Non solo come elenco di caduti, ma come storie di servizio, dedizione e sacrificio in un contesto complesso e lontano dalla quotidianità, quello delle operazioni di stabilizzazione in Afghanistan».

L’intitolazione rappresenta un gesto che restituisce visibilità a un impegno spesso conosciuto solo da famiglie, commilitoni e associazioni d’arma. Dare un nome a uno spazio pubblico significa creare un luogo fisico e simbolico dove il ricordo diventa parte della vita cittadina, un punto in cui le nuove generazioni possono interrogarsi sul significato del servizio e del dovere.

L’Associazione Nazionale Alpini di Belluno esprime soddisfazione per il risultato, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria dei caduti. La Giunta comunale, con il sindaco Oscar De Pellegrin e l’assessore alla cultura Raffaele Addamiano, ha accolto la proposta riconoscendone il valore storico e comunitario.

Il consigliere Alessandro Farina, capogruppo di Fratelli d’Italia, ricorda come la richiesta di un’intitolazione fosse stata avanzata più volte negli anni, definendo la decisione un passaggio significativo per rendere il ricordo dei militari un patrimonio condiviso dalla città.

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