L’ultima meta: addio ad Alexander Penciu, mito del rugby

L’ultima meta: addio ad Alexander Penciu, mito del rugby

La provincia di Belluno piange la scomparsa di un grande dello sport, e in ambito sociale, come Alexander Penciu. Avrebbe compiuto 91 anni prossimo 1. novembre. E si è spento ieri mattina. 

Nato a Bucarest, si è avvicinato al mondo della palla ovale quando era ancora adolescente, finendo col diventare uno dei migliori rugbisti rumeni. «Sua è la firma nella prima vittoria della Romania contro la Francia, il 5 giugno 1960 – ricorda, attraverso una nota, il Rugby Belluno -. Sul punteggio finale di 11-5, Penciu mise a segno 8 punti, frutto di una trasformazione e due drop».

Arrivò in Italia a 37 anni, a Rovigo: «Miglior marcatore del torneo per due campionati consecutivi, ha poi allenato in Canada, Francia e di nuovo in Italia fino ad arrivare a Belluno negli anni Ottanta». All’ombra delle Dolomiti, Penciu si è distinto anche per il suo impegno in piscina e, in particolare, nell’insegnamento del nuoto alle persone con disabilità. 

Nell’ambiente gialloblù la commozione è tanta: «È quasi superfluo raccontare quanto abbia fatto Alex per la nostra società grazie al suo impegno costante come allenatore delle nostre giovanili. La nostra società tutta si stringe intorno alla famiglia a cui porgiamo le nostre più sentite condoglianze». 

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