Su 560 Comuni veneti, appena 26 hanno collaborato con l’Agenzia delle Entrate nella lotta all’evasione fiscale ottenendo un ritorno economico per le casse comunali. Tra questi non figura il Comune di Belluno, che nel 2025 non ha incassato alcuna somma derivante dalle cosiddette “segnalazioni qualificate” inviate al Fisco. Lo evidenzia un’elaborazione dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre.
Il meccanismo prevede che le amministrazioni locali segnalino all’Agenzia delle Entrate situazioni sospette legate a evasione o elusione fiscale. In cambio, i Comuni ricevono una quota delle somme accertate e recuperate. Nel 2025 ai Comuni veneti sono stati riconosciuti oltre 222 mila euro complessivi, dei quali circa 111 mila effettivamente distribuiti ai 26 enti che hanno partecipato all’attività di contrasto.
A guidare la classifica regionale è Verona, con oltre 30 mila euro incassati, seguita da Vicenza con quasi 21 mila euro e Venezia con oltre 16 mila. Nessun contributo, invece, per i Comuni capoluogo di Belluno, Treviso e Rovigo. Secondo la CGIA, il dato solleva più di una riflessione. Se da un lato il Veneto presenta livelli di evasione, lavoro nero e abusivismo edilizio inferiori rispetto ad altre aree del Paese, dall’altro appare sorprendente che il 95% dei Comuni non abbia trasmesso alcuna segnalazione qualificata all’amministrazione finanziaria.
L’associazione evidenzia però anche le difficoltà operative degli enti locali. Per effettuare una segnalazione servono personale qualificato, attività istruttorie approfondite e competenze specifiche che molti municipi, soprattutto quelli più piccoli, faticano a garantire a causa degli organici ridotti.
La CGIA sottolinea inoltre che gli uffici comunali spesso concentrano le proprie energie sul recupero dei tributi locali, come Imu e Tari, piuttosto che sulle segnalazioni relative ai tributi erariali. Non manca poi una considerazione più politica: contrastare con decisione evasione e abusi potrebbe risultare impopolare in alcune realtà locali.
Paradossalmente, osserva lo studio, il Veneto si colloca tra le regioni più virtuose del Paese. Nel 2023 il gettito evaso stimato è stato pari a 8,25 miliardi di euro, corrispondente al 10,1% del gettito potenziale, contro una media nazionale del 12,1%. Ancora più contenuto il fenomeno del lavoro irregolare: gli occupati non regolari sono stimati in 169.100, pari al 7,2% del totale degli occupati, dato che colloca il Veneto tra le regioni con i livelli più bassi d’Italia.
Resta però aperta la domanda posta dalla CGIA: se evasione fiscale, lavoro nero e abusivismo edilizio continuano a esistere, seppur in misura inferiore rispetto ad altre zone del Paese, perché così pochi Comuni utilizzano uno strumento che consentirebbe di recuperare risorse aggiuntive da destinare ai servizi per i cittadini?





