
Non veri e propri varchi. Neppure posti di blocco. Ma controlli sì. Con un giorno di ritardo, prende forma il cordone sanitario attorno alle cosiddette “zone rosse”. Non c’è tempo per il vecchio adagio “si chiude la stalla quando i buoi sono scappati”. E neanche per considerare la portata virale delle scene viste ieri in Nevegal e in altre zone della montagna bellunese, presa d’assalto da sciatori ed escursionisti provenienti anche da Treviso, Venezia e altre province messe off-limits dall’ultimo Dpcm. Da oggi si fa sul serio. Lo dicono le ultime indicazioni arrivate dal ministero dell’interno (e ribadite da una nota del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli).
CONTROLLI
Gli spostamenti non sono vietati. Sono da evitare. Ma chi deve muoversi da una provincia all’altra per motivi di lavoro o per ricevere cure particolari può farlo. Ai controlli, basta esibire una autocertificazione (o comunicazione del datore di lavoro, o del medico) e non ci sono problemi. In queste ore stanno circolando tac-simile e pre stampati di modelli per autocertificazioni. Buona cosa sarebbe averne una già compilata, sempre pronta in auto, in modo da snellire le operazioni di controllo che saranno effettuate dalle forze dell’ordine. Altrimenti, il documento può sempre essere sottoscritto ai posti di controllo che saranno istituiti.
Ecco uno dei pre-stampati che stanno girando

Il ministero dell’interno sottolinea che i controlli avverranno «lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture». In pratica, polizia, carabinieri e vigili urbano saranno autorizzati a chiedere l’autocertificazione oltre al classico “patente e libretto”. Sui treni e soprattutto nelle stazioni saranno possibili verifiche dello stato di salute dei viaggiatori, anche con apparecchi “termoscan”. Stesso discorso per aeroporti e porti.
LE MERCI
Nessun problema per gli spostamenti delle merci. Gli oggetti non sono veicoli di contagio, le persone che li portano sì. Ma con i giusti accorgimenti, i carichi possono circolare. Anche perché altrimenti alcune zone resterebbero senza i normali approvvigionamenti di cibo e altre materie di primaria importanza.
SANZIONI
Per chi viola le limitazioni agli spostamenti senza motivi validi sono previste due sanzioni: l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro (per violazione dell’articolo 650 del codice penale, inosservanza di un provvedimento di un’autorità); o l’aggravante prevista dall’articolo 452 del codice penale, delitti colposi contro la salute pubblica).





