I viaggi in macchina, da casa alle piste da sci. Le risate e le chiacchierate. I confronti e i racconti sulla scuola. E poi quella passione, diventata quasi una filosofia di vita: la montagna. Ma anche la neve. E lo sport.
Tiziana Marchetti è stata la prima maestra di sci di Tommaso Redolfi: il 23enne di Belluno, tragicamente scomparso ieri, in Tofana, travolto da una valanga. E sotto gli occhi del fratello. I ricordi di “Titti”, in questo momento, sono come le lacrime: sgorgano senza sosta: «Tommaso era solare e meraviglioso – racconta -. Quando l’ho conosciuto, avevo appena iniziato il mio percorso da insegnante sulla neve, con lo Sci Club Ponte nelle Alpi. E seguivo una squadra di bambini: fra loro c’era pure Tommy. Lo portavo avanti e indietro con la mia prima macchina, acquistata da poco. Si chiacchierava di tutto: dai compiti scolastici all’allenamento». Gli aneddoti potrebbero riempire interi album: «Mi torna alla mente una scommessa legata a una gara. In palio c’erano i miei sci a doppia punta. Ovviamente l’ha vinta lui».
Ora, però, la maestra “Titti” è avvolta da un senso di vuoto: «Accettare un simile destino è impossibile. Tommy era innamorato della natura e della montagna. Un amore che non si può insegnare, ma che io, nel mio piccolo, cerco di trasmettere ai ragazzi, al di là dei risultati nelle varie competizioni e di qualsiasi classifica». Dolore e incredulità impastano emozioni difficili da arginare: «Non ci posso ancora credere. Anche perché Tommy e il fratello stavano facendo quel che più adoravano, senza alcun azzardo».
Lo sgomento avvolge pure lo Sci Club di Ponte nelle Alpi: «Tommaso è sempre rimasto con noi – afferma il presidente Oliseo Salvagno – fin da quando aveva 5 anni, con i corsi di avviamento. E, insieme a lui, tutta la famiglia: il padre Marco era un nostro consigliere. Come lo ricordo? Come un giovane serio e spiritoso. Un ragazzo d’oro, bravissimo negli studi: basti pensare che si era appena laureato in Ingegneria civile».
In memoria di Tommy, è nato un gruppo su Telegram in cui stanno confluendo coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. E condiviso l’esperienza sulla neve, nel Club pontalpino: «Vorremmo fare qualcosa di concreto. Per questo, abbiamo pensato a una raccolta fondi. Tutti insieme decideremo poi a chi donare il ricavato».





