Le giornate si allungano: «A pasquetta ‘na meda oretta»

Le giornate si allungano: «A pasquetta ‘na meda oretta»

L’inverno è ancora nel pieno del suo fulgore. Ma intanto le giornate si allungano. Lo si vede soprattutto al pomeriggio, visto che bisogna aspettare le cinque abbondanti perché ci sia buio. A dicembre non era così. E si conferma l’antico proverbio bellunese: «A Nadal an pas de ’n gal. A pasquetta ‘na meda oretta», dove per pasquetta si intende proprio l’Epifania, l’ultima delle festività natalizie.

A guardare il calendario solare è proprio così. O quasi, perché i vecchi forse davano un significato un po’ troppo ampio alla “meda oretta”. Fatto sta che il 21 dicembre scorso, il giorno più corto dell’anno, il sole era sorto alle 7.50 ed era tramonto alle 16.28. A Natale, sole sotto l’orizzonte alle 16.30, il famoso “pas de ’n gal”. E sabato scorso, 6 gennaio, il tramonto è avvenuto alle 16.42. Non è proprio mezzora di orologio, ma un quarto d’ora sì. 

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