“Lavoro o ristori”: il flashmob silenzioso della montagna che vive di sci

“Lavoro o ristori”: il flashmob silenzioso della montagna che vive di sci

Lo sci vale qualcosa come 400-500 milioni di euro per il Bellunese. È una cifra spannometrica quella del turismo invernale, che comprende impianti di risalita, alberghi, bar, ristoranti, case vacanze, noleggio sci, trasporti e molto altro. Una cifra che rende la misura di quanto sia in sofferenza la montagna nell’inverno Covid. Tutto fermo. Tutto bloccato. Un silenzio irreale nelle ski aree. Lo stesso silenzio che questa mattina ha gridato forte e chiaro la difficoltà degli operatori.

Impiantisti, maestri di sci, albergatori… tutte le categorie colpite dal blocco hanno voluto manifestare il loro disagio. Con un flashmob andato in scena nelle principali località sciistiche. A Falcade come a Pecol di Zoldo, e anche a Malga Ciapela (Rocca Pietore).

In Val Biois, sotto il San Pellegrino, si sono ritrovati in molti. Un centinaio di persone, tutte distanziate e con la mascherina. A Pecol di Zoldo, hanno parcheggiato le auto in modo che viste dall’alto formassero la scritta “lavoro o ristori”. Un messaggio inequivocabile. Un po’ come “o la borsa o la vita”, perché da queste parti una stagione invernale è a tutti gli effetti “la” vita della montagna.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto