Lavoro nero: cantiere sospeso a Feltre, sanzione record a Santa Giustina

Lavoro nero: cantiere sospeso a Feltre, sanzione record a Santa Giustina

Un cantiere edile sospeso a Feltre, una maxi ammenda a Santa Giustina e una lunga serie di irregolarità emerse in tutta la provincia. È il bilancio della vasta operazione condotta dai Carabinieri del NIL di Belluno, che nelle ultime settimane hanno passato al setaccio 14 aziende in diversi comuni, arrivando a comminare 230.000 euro di sanzioni e a denunciare 16 persone tra titolari, datori di lavoro e amministratori.

L’intervento, supportato dal Comando provinciale e dalle stazioni dell’Arma, ha avuto un obiettivo chiaro: contrastare il lavoro sommerso, verificare la sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenire gli infortuni. Una campagna mirata che si ripete ciclicamente e che, ancora una volta, ha fotografato un quadro preoccupante.

I controlli hanno interessato Belluno, Feltre, Sedico, Livinallongo, Sospirolo, Domegge, Calalzo, Lozzo, Roccapietore e Santa Giustina. Non solo cantieri edili, ma anche centri estetici, pasticcerie, rifugi alpini, strutture ricettive e attività di ristorazione. In uno dei casi, è stato individuato anche un lavoratore straniero privo di documenti regolari.

Il punto più critico è emerso a Feltre, dove i Carabinieri hanno imposto la sospensione immediata di un cantiere: su tre operai presenti, due erano in nero, uno dei quali senza permesso di soggiorno. Una scena che richiama quanto accaduto lo scorso ottobre, quando un cantiere in pieno centro era stato fermato per irregolarità analoghe. A Santa Giustina, invece, è scattata una maxi sanzione amministrativa: l’unico operaio presente risultava impiegato irregolarmente. Anche qui, il NIL ha contestato violazioni pesanti.

La mappatura delle irregolarità parla chiaro: mancata sorveglianza sanitaria, assenza totale di formazione obbligatoria, omissione della valutazione dei rischi, carenze nelle misure antincendio, vie di evacuazione non conformi, dispositivi di protezione individuale non gestiti correttamente. Nei cantieri, poi, sono emerse lacune gravi: parapetti mancanti, barriere insufficienti, protezioni assenti contro le cadute dall’alto. Un quadro che giustifica l’importo complessivo delle sanzioni, arrivato a 230 mila euro.

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