Lavoro: a Belluno pesano fine stagione e contratti olimpici

Lavoro: a Belluno pesano fine stagione e contratti olimpici

Il mercato del lavoro veneto apre il 2026 con un saldo complessivamente positivo, ma il quadro cambia guardando alla provincia di Belluno. Tra gennaio e marzo, infatti, il Bellunese è l’unico territorio regionale a registrare un bilancio occupazionale negativo. Secondo la Bussola Veneto Lavoro di aprile 2026, il saldo regionale del primo trimestre è pari a +23.100 posizioni di lavoro, in miglioramento rispetto al 2025. Belluno, invece, chiude con un saldo di -1.147 posizioni, un dato legato soprattutto alla conclusione della stagione invernale.

Nel dettaglio, nei primi tre mesi dell’anno in provincia di Belluno si contano 5.085 assunzioni, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale positivo sul fronte della domanda di lavoro che però non basta a compensare le numerose cessazioni, concentrate soprattutto nei comparti stagionali. Il dato peggiora ulteriormente nel solo mese di marzo, che registra un saldo di -1.436 posizioni di lavoro. L’Osservatorio regionale sottolinea come questo risultato sia dovuto anche alla cessazione dei contratti legati ai Giochi Olimpici Invernali, che avevano contribuito a sostenere l’occupazione nei mesi precedenti. Una dinamica che distingue il Bellunese dal resto del Veneto. A livello regionale, infatti, marzo ha trainato il bilancio occupazionale grazie all’anticipo delle assunzioni nel turismo, favorito dalla Pasqua caduta all’inizio di aprile. Un effetto che ha interessato soprattutto le province di Venezia e Verona, ma non i territori montani.

Sul piano strutturale, il mercato del lavoro bellunese continua a mostrare una forte dipendenza dalla stagionalità e dai grandi eventi temporanei. Il tempo determinato resta la forma di contratto prevalente, mentre il saldo del tempo indeterminato risente di un contesto economico ancora incerto. Il quadro restituito dai dati di Veneto Lavoro conferma dunque una fragilità strutturale del mercato del lavoro locale: una vitalità che emerge nei periodi di punta, ma che fatica a tradursi in continuità occupazionale nel corso dell’anno.

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