«La non adesione al Pride? Decisione retrograda». La Cgil contro il Comune di Feltre

«La non adesione al Pride? Decisione retrograda». La Cgil contro il Comune di Feltre

«La decisione del Comune di Feltre di recedere dalla rete Re.A.Dy è un atto gratuito che priva il Comune dell’adesione a uno spazio non ideologico di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi, per favorire l’inclusione sociale, che dava lustro all’amministrazione comunale e alle politiche nel tempo dalla stessa adottate». Anche la segreteria provinciale della Cgil interviene in merito alla mancata adesione del Colle delle capre al Pride in programma sabato prossimo (15 luglio) a Belluno. 

«Le decisioni assunte dal Comune di Feltre mostrano una visione arroccata su posizioni retrograde – attacca il sindacato – di un passato che torna prepotentemente e preoccupantemente di attualità, rispetto ai diritti civili; politiche assolutamente in linea con quelle dell’attuale governo, ma che sviliscono una comunità aperta e moderna, dedita all’inclusione e alla partecipazione, com’è da sempre quella feltrina». 

La Cgil di Belluno esprime poi la sua preoccupazione in merito all’evoluzione dei nuovi diritti dei cittadini per le decisioni assunte dall’amministrazione comunale di Feltre. «Non aderire al Pride, rigettare e recedere dall’appartenenza alla Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, induce a ritenere che vi sia una chiusura verso le nuove esigenze, che emergono da mutamenti storici e dall’evoluzione della società. Tutto ciò significa che andrà a mancare la discussione, l’approfondimento dei contenuti e il confronto, passaggi essenziali per favorire una salda integrazione nella società e il miglioramento della tutela dei nuovi diritti fondamentali dei cittadini. Le discriminazioni sono sotto i nostri occhi tutti i giorni, abbassare la guardia ne favorisce l’aumento». 

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