La montagna capovolta entra in classe: alla scoperta del Cansiglio sotterraneo

La montagna capovolta entra in classe: alla scoperta del Cansiglio sotterraneo

La montagna non si ferma alla superficie. Sotto boschi, radure e pascoli del Cansiglio esiste un altro mondo, fatto di cavità, pozzi, cunicoli e acqua che scompare nel sottosuolo per riaffiorare, molti chilometri più a valle, nelle risorgenze della Santissima e del Gorgazzo. È questo il volto meno conosciuto della foresta che gli studenti dell’Istituto comprensivo dell’Alpago avranno l’opportunità di scoprire attraverso un’esperienza destinata a portare la speleologia direttamente dentro le aule.

Si chiama «La Montagna capovolta» il progetto che, nell’anno scolastico in corso, coinvolgerà le classi prime della scuola secondaria di primo grado dell’Ic Alpago. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il gruppo Speleoteam del Cai di Conegliano e il Cai Alpago e si inserisce nel programma ormai consolidato di «Montagna amica e sicura», arricchendolo con una piccola, ma intensa esperienza nel mondo ipogeo.

Il progetto è stato accolto dal dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Alpago, Tommaso Donatucci, e prevede una prima fase in classe, curata dagli esperti del settore speleologico del Cai Conegliano, e una successiva uscita in Cansiglio nella primavera del 2027. Saranno le classi prime che avranno aderito entro i termini stabiliti a vivere l’esperienza, pensata per avvicinare i ragazzi alla conoscenza diretta di un ambiente che, pur trovandosi a pochi passi dalla superficie quotidianamente frequentata, rimane per molti quasi completamente sconosciuto.

La scelta del Cansiglio non è casuale. L’idea di portare gli studenti alla scoperta del suo mondo sotterraneo è maturata anche in occasione dell’inaugurazione, lo scorso 14 giugno, del pannello dedicato al geosito «Doline e Abissi del Cansiglio». Un progetto realizzato con i testi della geologa e speleologa Barbara Grillo, socia di Speleoteam, in collaborazione con i Comuni di Caneva e Polcenigo e con la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso il Servizio geologico e il Corpo forestale che gestiscono la porzione friulana della foresta.

In quell’occasione numerosi appassionati, provenienti soprattutto dalla pianura, avevano percorso il sentiero degli «Abissi del Cansiglio», accompagnati dalla stessa Grillo. Un itinerario che consente di conoscere il fenomeno carsico e di osservare, sempre dalla necessaria distanza di sicurezza, alcune delle impressionanti aperture delle cavità che caratterizzano l’altopiano.

Il Cansiglio custodisce infatti un patrimonio sotterraneo di straordinario interesse. Sono diverse centinaia le cavità distribuite sull’altopiano, condiviso tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Una trentina si concentrano nell’area del geosito friulano, riconosciuto per la particolare rilevanza degli aspetti geomorfologici che ne caratterizzano il paesaggio.

A creare queste cavità è il carsismo, un fenomeno nel quale l’acqua svolge un ruolo fondamentale: penetra nelle porosità del terreno, si infiltra progressivamente nel sottosuolo e inizia un lungo viaggio sotterraneo, prima di tornare in superficie attraverso le risorgenze.

Tra le cavità più note ci sono il Bus de la Lum, profondo 186 metri, e l’Abisso del Col de la Rizza, che con i suoi 794 metri di profondità rappresenta la cavità più profonda del Friuli Occidentale. A poche centinaia di metri, ma già in territorio veneto, si trova invece il Bus della Genziana, unica Riserva naturale ipogea italiana, istituita con decreto ministeriale negli anni Settanta e oggi gestita dal Raggruppamento Carabinieri Forestali di Vittorio Veneto. La cavità raggiunge i 547 metri di profondità e si sviluppa per diverse centinaia di metri anche in orizzontale sotto la piana del Cansiglio.

Sono numeri che raccontano un universo affascinante, ma che per essere esplorato richiede competenze, preparazione e attrezzature specifiche. Non sarà questo, però, il caso degli studenti dell’Alpago, ai quali è stata individuata una cavità particolarmente adatta a un primo approccio con la speleologia.

Si tratta della Grotta degli Slipari, una cavità sub-orizzontale che si sviluppa per diverse centinaia di metri nel sottosuolo. «Tra gli abissi, tutti pozzi verticali frequentabili soltanto da speleologi esperti, ce n’è uno che sembra fatto apposta per un approccio scolastico», spiega Maurizio Zoppè, che rappresenta l’anello di congiunzione tra Speleoteam Conegliano, dove ha frequentato il corso di speleologia, e Cai Alpago, di cui è socio.

«Per i ragazzi sarà un’esperienza unica, diversa anche dalla visita di grotte vastissime e super attrezzate come Postumia o Frasassi. Non serviranno attrezzature particolari, perché si entrerà in una cavità sub-orizzontale, la Grotta degli Slipari, che si sviluppa nella pancia della terra per diverse centinaia di metri. È un’opportunità da non perdere».

L’obiettivo, però, va oltre l’emozione dell’esplorazione. «Il buio e il profumo dell’ambiente umido ipogeo rimarranno sicuramente impressi nella memoria dei ragazzi – prosegue Zoppè – ma ci auguriamo che questa esperienza, sommata alle conoscenze trasmesse dagli istruttori in classe e durante l’uscita, possa stimolare la loro curiosità e aumentare la conoscenza della foresta del Cansiglio, che sotto questo aspetto è ancora conosciuta poco e superficialmente».

Un viaggio, dunque, che comincerà sui banchi di scuola e proseguirà sotto terra. Un modo concreto per comprendere come la montagna non sia soltanto ciò che si vede, ma anche ciò che si nasconde sotto i piedi. E proprio il Cansiglio offre un laboratorio naturale particolarmente significativo.

Per conoscere questo patrimonio non è peraltro necessario essere speleologi. Nell’area del geosito si sviluppa infatti l’«Anello degli Abissi», un percorso di circa 5,5 chilometri, privo di particolari difficoltà e quindi accessibile agli escursionisti. L’itinerario è stato realizzato proprio con finalità divulgative e accompagnato da pannelli informativi che illustrano le caratteristiche geologiche e speleologiche del territorio.

Il percorso è gestito dal Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia e nasce dalla collaborazione di numerose realtà: i Comuni di Caneva e Polcenigo, la Magnifica Comunità di Montagna, i gruppi speleologici di Conegliano, Pordenone e Sacile, la Federazione speleologica regionale del Friuli Venezia Giulia, il Cai e la Società speleologica italiana.

Ora quel patrimonio entrerà anche nelle scuole dell’Alpago. E per una generazione di studenti la montagna potrà davvero diventare «capovolta»: non più soltanto una cima da raggiungere, un sentiero da percorrere o un bosco da attraversare, ma anche un mondo nascosto da conoscere e rispettare, qualche metro sotto la superficie.

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