La memoria come guida contro il Male. Studenti protagonisti in Prefettura

La memoria come guida contro il Male. Studenti protagonisti in Prefettura

«La memoria ci sostiene e ci guida nella scelta del bene contro il male, ci indica la strada per essere giusti, come coloro che hanno combattuto ed aiutato il popolo degli oppressi». Sono le parole pronunciate questa mattina dal Prefetto di Belluno, Adriana Cogode, nella commemorazione ufficiale del Giorno della Memoria, a Palazzo dei Rettori. Una cerimonia alla quale, oltre alle autorità, hanno partecipato anche i ragazzi della Consulta degli Studenti di Belluno, del liceo Renier e delle scuole secondarie di primo grado Ricci, protagonisti con i loro progetti sulla Shoah. «Un incubo – ha sottolineato Cogode nel suo intervento – con il quale dobbiamo doverosamente convivere, quale monito per non abbassare la guardia, per saper riconoscere anche in tanti altri pericoli l’incombenza della prevaricazione e dell’odio, il rischio del male che si annida nelle intolleranze, nella xenofobia, nel razzismo, nella folle idea di una superiorità rispetto all’altro al punto da autolegittimarsi in azioni di violenza fisica, psichica e sociale». Nel richiamare l’articolo 3 della Costituzione il prefetto si è soffermato sulla sofferenza delle donne e delle madri che si sono viste strappare i figli dai nazisti. “La memoria della Shoah è necessaria perché è necessario essere richiamati alle proprie responsabilità ed all’impegno affinché i valori della vita, dell’eguaglianza, della libertà prevalgano sempre su ogni forma di contaminazione verso il male”.

Il quadro storico di quegli anni tragici è stato tracciato da Enrico Bacchetti, direttore dell’Isbrec, con uno sguardo particolare alla provincia di Belluno, dalla dalla quale furono deportati nei campi di prigionia nazifascisti circa 1.000 civili sul totale dei 30.000 che si registrarono a livello nazionale. La cerimonia è proseguita con la toccante “orazione civile” del giornalista Pierluigi Svaluto Moreolo: intervallato dai brani eseguiti dai ragazzi del Liceo Renier e della scuola media Ricci, ha ripercorso alcuni drammatici momenti legati alla Shoah e messo in guardia dai pericoli che, oggi, si annidano dietro ogni forma di discriminazione. Un aspetto richiamato anche dal prefetto, che ha richiamato l’attenzione degli studenti sull’impegno necessario per «assegnare al concetto di libertà un valore universale». Nel corso della cerimonia sono state infine consegnate, alla presenza dei sindaci di Auronzo di Cadore e Ponte nelle Alpi, dell’assessore alla Cultura del Comune di Belluno e del Commissario prefettizio di Lozzo di Cadore, le medaglie d’onore ai familiari di cinque bellunesi  internati: Tomaso Bombassei Vettor; Luigi Fagherazzi; Giovanni Poclener; Gioachino e Luigi Trevisson.

Per la prima volta in occasione della Giornata della memoria si è fermato anche il tribunale, con la sospensione temporanea delle udienze penali per assistere alla piccola cerimonia officiata dal giudice dal giudice Angela Feletto.

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