Con l’avvio del nuovo anno scolastico, partirà anche il convitto femminile all’istituto agrario di Vellai. «Finalmente risolviamo un problema di discriminazione di genere che si trascinava da troppo tempo» commenta la consigliera di Parità Flavia Monego. «Questo risultato è frutto di un gioco di squadra che ha visto collaborare insieme a me anche Provincia e scuola. Un gioco di squadra che ha prodotto un importantissimo tassello nel panorama dell’offerta formativa e un decisivo passo avanti nella rimozione degli ostacoli alla compiuta parità di genere. E proprio per questo dovrà continuare la sinergia».
Il problema era sorto diversi mesi fa, per il fatto che l’istituto agrario aveva un convitto interno esclusivamente maschile. «Una volta creato lo spazio idoneo, serviva però la dotazione di personale da parte del Ministero. E mi spiace constatare che non abbiamo mai ricevuto risposte in tal senso, nonostante le richieste mie e della Provincia, anche attraverso tavoli attivati sia con la consigliera di Parità regionale, sia con l’assessora veneta alle Pari Opportunità» rimarca Monego. «Ringrazio la scuola e il dirigente che hanno attivato economie interne per poter avviare il convitto femminile, dando risposte alle famiglie che chiedevano questo servizio. Nella nuova fase di sviluppo dell’imprenditoria femminile, si aprono grandi opportunità nel settore primario, e la qualità della formazione offerta dall’istituto agrario di Vellai è riconosciuta ben oltre i confini provinciali; questo fa sì che arrivino iscrizioni da tutto il Veneto. Proprio per questo, il risultato raggiunto – che è merito di un profondo e proficuo gioco di squadra – non va considerato come un punto di arrivo, bensì come un punto di partenza. Abbiamo il dovere di portare avanti le sinergie create in questa occasione, soprattutto per trasformare l’emergenzialità con cui si è lavorato quest’anno in un sistema compiuto che possa rendere il convitto femminile una componente stabile dell’offerta formativa dell’istituto. Ci sono altre criticità di questo genere presenti in provincia; discriminazioni di genere e sociali, che solo i convitti d’area richiesti dalla Provincia possono superare. In attesa di risposte puntuali da parte del Ministero, continuiamo a lavorare in unità d’intenti».





