Indice del clima, Belluno al 98esimo posto. Bond: «Classifiche fuorvianti»

Indice del clima, Belluno al 98esimo posto. Bond: «Classifiche fuorvianti»

Buia, fredda, umida e piovosa. Ma al riparo dalle notti tropicali. Questa, in estrema sintesi, la fotografia del clima bellunese, almeno secondo l’annuale classifica del Sole 24 Ore sull’indice climatico. Un’analisi di 15 indicatori dalla quale la nostra provincia non ne esce bene: Belluno infatti chiude al 98° posto, ben lontana dalla capoclassifica Bari e peggior provincia del Nordest. A relegarci quasi in fondo alla graduatoria (a proposito, chi sta peggio di tutti sono i casertani) alcune caratteristiche peculiari. Come, ad esempio, l’indice di soleggiamento: siamo ultimi in classifica, con una media di 6,7 ore di sole al giorno, 2,5 in meno di Agrigento. Ma siamo anche la provincia più fredda, con 20,5 giorni all’anno in media nell’ultimo decennio, e la più umida: sono ben 260 all’anno i giorni fuori dal range del comfort climatico (sotto il 30% oppure oltre il 70% di umidità).

Magra consolazione, di notte stiamo più freschi di tutti: vantiamo infatti il minor numero di notti tropicali: per intenderci, quelle durante le quali – tra mezzanotte e le sei – si rileva una temperatura superiore ai 20°: solo 14,3 in un anno, di media, alle nostre latitudini, contro le oltre 137 di Palermo. Anche se a causa dei cambiamenti climatici pure queste sono in aumento: erano state 7 nel 2012, se ne sono registrate 4 volte tanto (28) nel 2024. Ma non disperiamo: l’anno scorso al posto di Caserta c’eravamo noi…

Il commento

«Qualcuno potrebbe addirittura essere felice nel vedere che abbiamo recuperato una decina di posizioni – commenta il residente del Fondo per i Comuni confinanti, Dario Bond -ma il punto non è questo. Piuttosto bisogna leggere questi numeri in un contesto generale, interpretandoli in maniera organica rispetto al periodo storico e climatico che stiamo vivendo». Bond entra poi nello specifico: «Non siamo l’area più soleggiata d’Italia? E’ decisamente probabile; ma siamo certi che questo sia oggi un disvalore? Sentiamo parlare quotidianamente di surriscaldamento globale e di progressiva desertificazione dei territori, con tanto di spostamento a nord di alcune colture, ma – potenzialmente – anche di popolazioni; come possiamo poi vederci relegati al ruolo di territorio “freddo e inospitale”? I dati turistici e i racconti di chi viene da noi ci confermano che oramai da parecchi anni una buona fetta di visitatori sceglie d’estate le nostre vallate e i nostri monti anche per sfuggire alla canicola della pianura; e, dunque, dove starebbe il disagio?».

Per il presidente del Fondo Comuni confinanti, «Non si tratta di demonizzare nessuno, ma è del tutto evidente che certe graduatorie vanno interpretate, ma anche proposte, nel modo corretto. Il rischio di affidare la lettura dei numeri alla semplice successione matematica può causare gravi distorsioni della realtà, ma anche danni oggettivi e ingiustificati a chi invece vive determinati contesti geografici, come quello del Bellunese, che tra i motivi di attrazione in questi ultimi anni annovera per molti, guarda caso, proprio il clima».

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