Andava a forte velocità e secondo le prime ricostruzioni non avrebbe frenato. È presto per trarre conclusioni sul terribile incidente di Santo Stefano di Cadore (Auto falcia una famiglia in passeggiata. Tre morti tra cui un bambino). Ma alcuni elementi cominciano ad emergere. Uno in particolare: la donna tedesca (originaria della Baviera) di 31 anni che ha investito e ucciso tre persone è stata denunciata a Bolzano pochi giorni fa. Il motivo? Era in possesso di oggetti atti a offendere.
A quanto trapela, la donna, fermata dai carabinieri, ha spiegato di essere in Italia per farsi un giro e di aver perso il controllo dell’auto. Di sicuro l’auto viaggiava a forte velocità: i rilievi dicono che le vittime dell’incidente sono state sbalzate a circa 30 metri dal punto dell’impatto. In più, non ci sarebbero segni di frenata. Saranno gli esiti dell’esame tossicologico a dire qualcosa di più.
È stato analizzato anche l’abitacolo della macchina, che è apparso subito strano agli inquirenti: una piccola discarica, fatta di abiti sporchi, coperte, bottiglie d’acqua e molto altro.
IL DOLORE
Intanto continua il dolore della comunità di Santo Stefano, ancora sotto shock per quanto accaduto. Si susseguono i messaggi di cordoglio ai sopravvissuti dell’incidente e ieri (venerdì 7) sono stati annullati i festeggiamenti della sagra di paese.
«Tutto il Comelico è vicino alla famiglia colpita dal tragico incidente avvenuto giovedì in via Udine. La nostra piccola comunità, scossa da questa tragedia, si unisce al dolore della famiglia» si legge in una nota della Pro loco Sa Stefi. «Noi della Pro loco Sa Stefi, in segno di lutto, abbiamo deciso di annullare l’intero fine settimana della tradizionale sagra, che sarebbe dovuta tenersi in Piazzetta Baldissarutti. L’impegno organizzativo per la festa è stato grande, ma troppo grande è il dolore per poterla realizzare. Un rispettoso silenzio ci sembra il modo migliore per onorare la famiglia e quanti sono rimasti coinvolti in questo drammatico incidente».





