Il vescovo Renato Marangoni al personale sanitario: «Donate la cura pastorale»

Il vescovo Renato Marangoni al personale sanitario: «Donate la cura pastorale»

 

Il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni, scrive al personale di cura e di servizio negli ospedali, in ambito sanitario e nelle case per anziani

 

«Carissime e carissimi,

mi rivolgo a voi che in questi giorni di emergenza sanitaria siete a contatto diretto con persone ammalate, con persone contagiate da Covid-19 e con persone anziane. Nei luoghi di cura e di soggiorno voi siete per loro famiglia, amici, comunità di appartenenza, oltre che loro medici, loro operatori sanitari e curatori.

Tra tutte le delicate mansioni che state svolgendo per la salute di queste persone, c’è quella della vostra vicinanza, della vostra tenerezza, della vostra umanità. Tutto ciò lenisce le prove e le sofferenze nel momento della malattia, della solitudine, del distacco dalla famiglia, dell’ultimo tempo di vita.

In questo vostro stare accanto e curare si può riconoscere anche una dimensione più interiore e più spirituale. Ogni persona che incontrate e servite ha una sua specialissima storia dove è riconoscibile anche la ricerca e il desiderio di Dio e la fede in Lui. Quando si è nella prova e si percepisce la propria fragilità, esposta al rischio della morte, tutte queste esigenze si fanno profondamente sentire.

Voi potete percepire tutto questo nelle persone ammalate e negli anziani che avvicinate nel contesto di emergenza in cui ci troviamo.

Ed ecco un semplice e delicato invito che sgorga spontaneo dal mio cuore e dal mio ministero: essere vicini a queste persone ammalate o anziane anche a nome di tutti noi – vescovo e preti – per donare loro un po’ della nostra “cura pastorale”, dal momento che noi non possiamo avvicinarle fisicamente. 

Non vi preoccupate delle modalità per attuare questo: si tratta di gesti semplici e di parole essenziali. E neppure vi blocchi il pensiero di non sentirvi adeguati o degni. Un gesto di cura amorevole ci fa uscire dalle nostre indegnità. Ciò che vi propongo è già nella vostra professionalità e nella dedizione che state esercitando.

Quando vedete l’opportunità, offrite il dono di una piccola preghiera da condividere con la persona a cui vi state dedicando, in particolare se riconoscete che è vicino il momento dell’ultimo passaggio di vita. Basta poi un piccolo segno come benedizione.

Vi esprimo la mia riconoscenza e il mio apprezzamento. Lo faccio a nome dei confratelli nel ministero e di tutte le nostre comunità parrocchiali di cui sono parte viva ed eletta queste persone in condizione di malattia o di contagio o di anzianità a cui prestate servizio e cura». 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto