Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la legge che riconosce e valorizza la figura del caregiver familiare, inserendola formalmente nella rete dei servizi sociali e sanitari. Un provvedimento atteso da anni, che punta a dare tutela, sostegno e diritti a chi ogni giorno assiste un familiare malato, non autosufficiente o con disabilità.
«Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura», ha dichiarato il presidente della Regione, Alberto Stefani, parlando di «una legge di civiltà» che riguarda oltre 260 mila veneti. Stefani ha ricordato come la proposta fosse stata annunciata nel discorso di insediamento della legislatura e come il percorso abbia coinvolto maggioranza e opposizione: «Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche. Oggi non vince una parte, oggi vince il Veneto».
Grande soddisfazione anche dalla consigliera regionale del Partito Democratico, Chiara Luisetto, vicepresidente della commissione Socio-sanitaria e prima firmataria della legge. «Oggi è una giornata storica», ha affermato, sottolineando come il provvedimento trasformi «una presenza finora silenziosa in una figura pienamente riconosciuta, tutelata e sostenuta». Luisetto ha ricordato che in Veneto i caregiver sono oltre 600 mila, in larga parte donne della cosiddetta “generazione sandwich”, spesso costrette a rinunciare al lavoro o alla propria salute per assistere un familiare. «Da oggi queste persone esistono anche per il sistema pubblico: hanno voce e diritto a essere sostenute».
La legge prevede interventi strutturati: servizi di sollievo per garantire pause e gestire le emergenze, supporto psicologico contro il burnout, formazione gratuita, inserimento del caregiver nel Piano Assistenziale Individualizzato, diritto alla conciliazione tra vita lavorativa e di cura e certificazione delle competenze acquisite, utile anche per un eventuale reinserimento nel mercato del lavoro. «La cura non può più essere derubricata a fatto privato», ha aggiunto Luisetto. «Da domani saremo al lavoro perché ai diritti corrispondano servizi accessibili su tutto il territorio».
Soddisfazione anche dalla CISL Veneto. Il segretario generale, Massimiliano Paglini, ha definito la legge «un passo significativo per venire incontro ai bisogni reali delle famiglie venete». Secondo una ricerca promossa dal sindacato, oltre la metà dei caregiver ha dovuto lasciare lavoro o studi, il 67% non ha aiuti esterni e l’82% si sente abbandonato dalle istituzioni. «Per questo abbiamo sostenuto da subito la necessità di una normativa che offrisse un supporto concreto e strutturale», ha spiegato Paglini, chiedendo ora «applicazione rapida e finanziamenti adeguati».
Il segretario ha inoltre ricordato che il provvedimento dovrà essere accompagnato da ulteriori riforme, a partire dal riordino delle Ipab e dalla loro integrazione nei nuovi Ats, per costruire «una rete sociosanitaria pubblico-privata efficiente, di qualità e sostenibile, che non faccia gravare gli aumenti di costo solo su lavoratori e famiglie».





