Una mattinata perfetta per correre, fresca e autunnale, ha accolto gli oltre 300 protagonisti dell’undicesima edizione del Trail del Nevegal. Due distanze, un solo cuore pulsante: il Bar Slalom, quartier generale tra pettorali e pasta party. E un terreno reso insidioso dalla pioggia, che ha aggiunto selettività senza togliere fascino.
La gara regina da 21 chilometri e 1.700 metri di dislivello ha incoronato Luca Cagnati. Il campione bellunese dell’Atletica Valli Bergamasche ha gestito con intelligenza la sfida, guadagnando margine in salita per contenere il keniano Lengen Lolkurraru in discesa. Una strategia vincente: Cagnati ha chiuso in 1h53’13”, nuovo record del tracciato. Lolkurraru secondo in 1h54’04”, terzo Francesco Lorenzi (Team Scarpa) in 1h59’24”.




Tra le donne, dominio assoluto di Sara Campigotto (Gruppo Marciatori Calalzo), prima in 2h28’02”. Sul podio anche Sara Cavalet (Team Rosa, 2h38’51”) ed Elena Andrich (Team Rosa, 2h43’22”). Quarta Monica Casagrande (GS Quantin Alpenplus), quinta Katia Zandegiacomo Mazzon (U.S. Tre Cime Auronzo).
La prova breve da 8 chilometri ha visto trionfare Lorenzo Pais Bianco (classe 2003) in 43’09”, davanti ad Alberto Giomo (43’54”) e al fratello Nicola Pais Bianco (44’49”). Tra le donne, successo per Francesca De Colò (Team Alpenplus) in 52’49”, seguita da Debora Capraro (Team Rosa, 53’56”) e Martina Lucchini (Atletica Insieme Verona, 54’27”).


Prima delle premiazioni, il coordinatore Gianpaolo Garaboni ha ripercorso con emozione gli undici anni di storia del Trail del Nevegal, definendo questa edizione “l’apoteosi”. Un commiato? Forse. Ma anche l’inizio di un nuovo capitolo: Garaboni ha espresso il desiderio di riportare sul Colle un evento internazionale di scialpinismo agonistico.





