Il teatro si fa sostenibile: “Mi abbatto e sono felice” accende la Fiera di San Matteo

Il teatro si fa sostenibile: “Mi abbatto e sono felice” accende la Fiera di San Matteo

Un attore che pedala per generare energia, un guardaroba recuperato dal nonno, e un messaggio che attraversa Europa e Africa: sabato 1° novembre, in Piazzetta delle Biade a Feltre, arriva “Mi abbatto e sono felice”, il monologo ecosostenibile che ha già conquistato platee internazionali. L’appuntamento è per sabato 1 novembre alle 20.30, nell’ambito dell’Antica Fiera di San Matteo, per una serata che unisce teatro, sostenibilità e riflessione.

Lo spettacolo fa parte della rassegna itinerante “Far filò. Storie della terra e del cielo”, partita ad agosto da Cesiomaggiore con l’obiettivo di attraversare 14 Comuni delle sette province venete entro novembre. Un progetto che riporta il teatro nei luoghi della socialità contadina — piazze, corti, aziende agricole — per riscoprire le radici rurali e affrontare temi attuali come cambiamento climatico, biodiversità e sostenibilità.

“Mi abbatto e sono felice” è un monologo a impatto ambientale zero. Nessuna scenografia, niente luci artificiali: l’energia viene prodotta dall’attore stesso durante la performance. Musiche dal vivo, costumi semplici e una narrazione che mescola ironia e poesia per raccontare la decrescita felice, il disagio contemporaneo e la ricerca di una felicità più autentica.

La domanda che attraversa lo spettacolo è semplice e potente: “Nell’era del benessere, perché siamo ancora così infelici?” La risposta arriva attraverso la storia di Michele, il nonno dell’attore, e un viaggio che alterna leggerezza e profondità, tra passato contadino e presente iperconsumista.

La rassegna “Far filò” è parte del progetto “Coltivare Teatro”, promosso dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in collaborazione con Arteven e Coldiretti Veneto. Gli spettacoli sono stati selezionati tramite avviso pubblico e affidati a compagnie professionali venete, chiamate a reinterpretare l’antica tradizione del “far filò” in chiave contemporanea.

Un’esperienza culturale che celebra il legame tra uomo e terra, il valore della narrazione orale e la forza del teatro come strumento di consapevolezza.

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