Come consuetudine anche quest’anno i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Tambre hanno realizzato il loro presepio.
In un momento di restrizioni in cui ogni progetto di condivisione aperta è sfumato, il presepio rimane il simbolo più forte del Natale. Vi si trova l’umiltà, la quotidianità, la semplicità, la generosità e la straordinaria luce di una famiglia pronta a dare incondizionatamente amore.
Nel presepio c’è un po’ di ciascuno di noi, ci sono le nostre famiglie, le nostre case, i nostri affetti, i nostri animali, i nostri doni. I presepi sono milioni e ognuno è diverso e originale. Ce lo racconta anche Dino Buzzati ne “Il panettone non bastò”. E proprio prendendo spunto da alcuni dei brani di Buzzati e dal romanzo “Il canto di Natale” di Charles Dickens, i ragazzi hanno elaborato un testo teatrale che prenderà corpo per la fine dell’anno scolastico.
Che importanza potrà avere se sarà maggio o giugno, ogni giorno può essere Natale.





