Il “mangiar dei maiali” diventato un’eccellenza: sua maestà la zucca

Il “mangiar dei maiali” diventato un’eccellenza: sua maestà la zucca

 

In questo periodo, la zucca si presenta nei piatti di molte famiglie.

Gnocchi, vellutate, torte… soddisfa ogni palato. 

Non tutti sanno forse che la presenza della zucca in Valbelluna risale almeno a due secoli fa.

Ed è legata alla cultura contadina, visto che era l’alimento principale dato ai maiali e non aveva bisogno di molte cure.

Nel XIX secolo, la diffusione degli allevamenti di maiali incrementò la semina di questa cucurbitacea, spesso seminata al limitare di un campo di grano.

A volte veniva addirittura trasformata in ciotole o borracce e, solo in seguito, si capì che poteva essere un alimento nutriente e a basso costo, specialmente durante le guerre. 

In provincia ci sono anche molte feste dedicate: come quella di Caorera. 

La più classica delle zucche è la Santa, detta anche zucca da inverno.

Lo sapete perché?

Perché si raccoglie tra settembre e ottobre e, se messa in un luogo fresco e arieggiato, può mantenersi intatta fino a gennaio.

Ora la coltivazione estensiva è molto diffusa perché la richiesta è tanta. Il “mangiar dei maiali” è diventato così un prodotto ricercato.

Anche i semi possono essere gustati: tostati in forno o in padella, sono degli ottimi “spezza-fame”.

La zucca santa bellunese è un’eccellenza da provare!

 

CURIOSITÀ

La zucca in America è arrivata circa dal 6000 a.c. 

Era usata dai popoli del Mediterraneo, dagli Egizi e dagli Arabi.

In diversi miti, invece, la zucca è legata alla fecondità e alla vita.

In Indocina si tramanda la leggenda che due sorelle si salvarono da un’inondazione. E la bimba, diventata donna, partorì una zucca dai cui semi sarebbero nate le diverse etnie umane,

In America Centrale, dalla rottura di un’enorme zucca, ebbero origine gli oceani e i mari.

L’ortaggio inoltre è presente in molte favole come Cenerentola di Perrault o La ghianda e la Zucca di La Fontaine.

E l’intramontabile Rodari? Nelle Avventure di Cipollino del 1958 appare anche lei: Sora Zucca!

Alla prossima!

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