Il Bard conferma gli impegni 2021: autonomia e minoranze linguistiche

Il Bard conferma gli impegni 2021: autonomia e minoranze linguistiche

In programma c’è un incontro con il governo Draghi. Soprattutto con la ministra degli affari regionali Gelmini. Perché il Bard non dimentica gli impegni presi. E i nodi al fazzoletto sono sostanzialmente due: autonomia del Bellunese e minoranze linguistiche. Impegni confermati anche per il 2021, come ha ribadito l’assemblea di qualche giorno fa.

«Contatteremo sicuramente il nuovo governo per un confronto, tanto più che nell’esecutivo siede ancora quel Lorenzo Guerini che nel 2015 firmò con noi l’accordo elettorale regionale che comprendeva il ripristino dell’elettività provinciale – spiega il presidente Bard, Andrea Bona –. Non mancheremo poi di contattare anche il neo-segretario del Partito Democratico Enrico Letta: non possiamo infatti dimenticare le sue parole, “bisogna intervenire per evitare asimmetrie istituzionali che non hanno senso: a questo territorio serve un’autonomia forte”, proferite dapPresidente del Consiglio in occasione della visita a Longarone per i 50 anni della tragedia del Vajont».Il 2021 sarà un anno ancora all’insegna della lotta per l’autonomia del Bellunese e per la tutela delle minoranze linguistiche, anche alla luce del “report sulle cause della progressiva estinzione delle minoranze linguistiche ladine della provincia di Belluno in conseguenza delle politiche attuate dallo Stato italiano” redatto dal movimento lo scorso anno e dalla bocciatura del Minority Safepack da parte della Commissione Europea. «Il nostro report ha suscitato interesse a livello europeo, e in autunno, confidando anche nel ritorno alla libertà di spostamento, avremo notizie interessanti – conclude Bona -. C’è sicuramente un interesse politico sulla questione, soprattutto dopo la “rottura” tra il Parlamento Europeo e la Commissione a seguito del respingimento delle richieste contenute nel Minority Safepack, sottoscrizione da 1,3 milioni di firme a livello europeo tradotta poi in risoluzione approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo».

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