Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il dodicesimo capitolo
I di Idromele: l’idromele è prodotto dalla naturale fermentazione di un mosto di acqua e miele. È forse il fermentato più antico del mondo, prima ancora della birra, in quanto prima di essere coltivatore di grano e vite l’uomo fu raccoglitore di miele.
Nell’antichità era anche noto come “la bevanda degli dèi”. Non si hanno notizie certe sul periodo in cui l’uomo imparò a produrre l’idromele, ma si suppone che l’origine sia antichissima. Conosciamo un idromele dell’antico Egitto, quello dell’antica Grecia, uno dell’Inghilterra Celtica e l’idromele della Scandinavia Vichinga.
Aveva una grande importanza nella cultura e nella mitologia antica; nella letteratura e nella tradizione viene rappresentata come la bevanda dei Re, capace di dare sapienza e poesia, la preferita del dio Odino. Era inoltre tradizione, in molte parti d’Europa, che alle coppie appena sposate fosse dato abbastanza idromele per un mese, così da assicurare felicità e fertilità. Alcuni pensano che da qui derivi il termine “luna di miele”.
L’idromele moderno viene prodotto artigianalmente da mieli italiani, e sapientemente affinato, affinché ogni bottiglia abbia una propria storia da raccontare. Con una gradazione alcolica cha varia dagli 11° ai 13° a seconda del tipo di miele e di maturazione, e un bouquet di profumi e sapori con note mielose, fruttate e floreali, si consuma preferibilmente a una temperatura di 8°/10° e ben si accompagna con formaggi freschi, carni selvatiche e pasticceria secca. Ottimo anche come vino da meditazione o da dessert.
Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico
Tratto da Idromele Ottolina





