Pioggia e nevischio non hanno fermato la manifestazione per il futuro dell’Hydro Extrusion. Come previsto, sindacati, istituzioni e lavoratori hanno sfilato ieri (24 gennaio) per le vie del centro di Feltre per esprimere la loro preoccupazione non solo per i 120 dipendenti dell’azienda, ma per la tenuta dell’intero tessuto industriale bellunese. Il corteo, partito dallo stabilimento di viale Montegrappa, ha risalito via Mezzaterra fino a Piazza Maggiore, dove si sono tenuti gli interventi ufficiali. Sul palco sono intervenuti lavoratori, rappresentanti sindacali, il vescovo Renato Marangoni e diversi esponenti politici. Presente anche la Regione Veneto, con il consigliere Del Bianco e l’assessore Dario Bond, che ha assicurato «il massimo impegno» per la tutela delle maestranze e per trovare una soluzione alla vertenza.
Tra gli interventi più attesi, quello del presidente della Provincia Roberto Padrin, che ha scelto toni netti: «Oggi non siamo qui solo per difendere il lavoro di centinaia di persone. Siamo qui per difendere la dignità di un intero territorio». Padrin ha puntato il dito contro le multinazionali che «non possono decidere dall’oggi al domani di andarsene da un territorio che le ha fatte crescere», ricordando che il Bellunese sta affrontando più crisi contemporaneamente: «Ceramica Dolomite, Edim Bosch, e altre potrebbero esplodere, viste le difficoltà della manifattura e dell’occhialeria».
Poi l’appello alla concretezza: «L’unità è fondamentale, ma non basta. Servono misure che impediscano alle aziende di spremere le comunità e poi abbandonarle. La montagna deve avere gli strumenti per essere forte, non terra di conquista». Infine il richiamo alle Olimpiadi: «Qui si giocano le nostre vere Olimpiadi: nella capacità di mostrare chi siamo e quanto valiamo. Milano Cortina deve essere anche l’occasione per portare all’attenzione nazionale queste crisi industriali. Se siamo una provincia laboriosa e capace, dobbiamo essere messi nelle condizioni di continuare a esserlo».





