Tutto è iniziato da una processione per scongiurare una pandemia di peste. Poi la Grande guerra e il rito di ballare in concomitanza con la mietitura del grano. Fino ad arrivare a un’attualità di cultura, arte e socialità.
Nessun dubbio: il Gruppo ricreativo San Rocco-Prapavei ha attraversato la Storia. Sempre nel segno della condivisione e del coinvolgimento: «In epoca moderna – spiega Urbano Lavina, colonna e memoria del gruppo – la nostra attività è partita realmente negli anni Settanta, quando diversi emigranti rientravano a casa nel periodo di Ferragosto. E, di conseguenza, a ridosso del giorno in cui festeggiamo il Santo patrono: il 16». Da qui, la celebre sagra: «Ma al di là della festa – prosegue Lavina – coltiviamo il valore dello stare insieme e della cultura, anche grazie alla realizzazione di murales o dell’ex tempore di pittura. Vogliamo far sì che la nostra traccia rimanga nel tempo».
Oggi, però, portare avanti l’associazionismo è molto più complicato: «Non solo per il Covid, ma anche perché c’è tanta burocrazia. Troppa». Ma il gruppo non si perde d’animo: «Per merito di Francesca Mussoi – prosegue Urbano Lavina – abbiamo organizzato una rassegna letteraria dal titolo “Do ciacole coi libri… alla piana de Prapavei”, con tanti ospiti e autori di rilievo: da Anna Dal Pan e Roberto Barison, passando per Antonio G. Bortoluzzi ed Ezio Franceschini. Il ciclo di presentazioni si conclude domani (sabato 11, ore 17) con “Barbarina e i nove colombi” di Flavio Faoro, mentre le illustrazioni sono di Marta Farina. L’invito è di partecipare numerosi».
A San Rocco e Prapavei si guarda al futuro con fiducia: «Vorremmo realizzare un nuovo murales – conclude Lavina -. E, fra una settimana, ci ritroveremo per allestire un programma di iniziative che, ci auguriamo, possa essere il più ricco possibile. Compatibilmente con la situazione legata all’emergenza sanitaria».





