Green pass nelle mense militari: «Provvedimento privo di senso»

Green pass nelle mense militari: «Provvedimento privo di senso»

Obbligo di accedere alle mense di servizio con il Green pass? Non mancano le perplessità del mondo militare. Come testimonia Alessandro Farina, responsabile provinciale del dipartimento Difesa di Fratelli d’Italia: «Il provvedimento, pensato per il contenimento della pandemia, non ha il benché minimo riscontro scientifico. E sta già avendo un effetto negativo: non solo tra le nostre comunità, ma anche all’interno delle caserme». 

Farina entra nel dettaglio: «Le occasioni di contatto, anche prolungato, non sono riscontrabili solo nei locali delle mense di servizio, dove mediamente si staziona per 30 minuti circa (tra attesa del turno, distribuzione del pasto e consumazione) ma il controsenso di questa disposizione si avvalora soprattutto nei locali abituali di lavoro, in cui si condividono le otto ore lavorative: uffici, corridoi, automezzi, camerate, alloggi di servizio, spogliatoi, servizi igienici e locali docce.

Tornando al diritto al pasto, per chi non è in possesso del certificato verde dovrebbe essere previsto comunque un pasto caldo da consumare in posti a sedere esterni, invece, l’alternativa trova una soluzione rapida e veloce con la distribuzione di un “sacchetto viveri” (mezzo litro di acqua, panino, scatoletta di tonno, carne in scatola, un frutto) che viene adottato per eliminare un problema di gestione». 

Lo Stato Maggiore Esercito si è espresso più volte: «La distribuzione del sacchetto viveri va applicato solo in casi di extrema ratio, ovvero quando non ci sono strutture di ristoro che possono garantire la consumazione del pasto, mentre questa modalità, con l’avvento del Green pass, pare sia diventata una regola. Pratica che con rammarico, stiamo riscontrando nel capoluogo. 

Parliamo comunque di mense obbligatorie di servizio per personale che non ha tempo materiale per recarsi a casa in pausa pranzo». Da qui, la conclusione di Farina: «È necessario che le amministrazioni militari verifichino le conseguenze del Green pass introdotto all’interno delle infrastrutture, cosa che influisce sul benessere del personale in materia di diritto dei lavoratori. L’invito è di farsi parte attiva nel confronto con il Governo che, purtroppo, con queste disposizioni dimostra di brancolare al buio non tenendo conto delle peculiarità di alcune mansioni». 

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