Un’operazione che affonda le radici nel 2022, quando il Lions Club Cadore Dolomiti scrisse le prime lettere ai sindaci del suo territorio, e che ora arriva a coprire l’intero territorio: i Lions Club e la Provincia di Belluno stanno infatti portando a termine le operazioni di mappatura dei defibrillatori esterni in tutto il Bellunese.
Nel dicembre scorso, infatti, la Provincia di Belluno – su proposta del Lions – ha contattato tutti i sessanta sindaci per chiedere a loro numero e posizione dei defibrillatori nei rispettivi territori: sono stati segnalati quindi solamente quelli installati all’aperto e raggiungibili 24 ore su 24 (sono esclusi dal conto quindi quelli privati, come quelli di associazioni, strutture sportive o imprese, e quelli custoditi all’interno di edifici pubblici, quindi non utilizzabili negli orari di chiusura degli uffici).
I numero sono comunque molto positivi: 191 i defibrillatori segnalati in provincia, presenti in 42 comuni, mentre nove comuni hanno comunicato di non avere alcun defibrillatore esterno; altri nove comuni infine devono ancora rispondere alla richiesta.
A questi, vanno aggiunti – come detto – quelli privati o raggiungibili solo poche ore al giorno, ma anche quelli – ad esempio – dei rifugi alpini: l’Ulss 1 Dolomiti ricorda infatti come siano ben quarantaquattro quelli presenti nelle strutture in quota nel Bellunese.
«Tra i nostri compiti c’è quello di fare prevenzione per la salute, – ha ricordato Debora Lotto per il Lions Club Feltre – e il primo intervento è fondamentale per salvare la vita delle persone». Remo De Cian, segretario del Lions Club Cadore Dolomiti, ha ricordato l’avvio del primo processo cadorino di monitoraggio e le donazioni fatte: «Da una decina d’anni, i Lions donano defibrillatori nei territori dove c’è più necessità; in Cadore abbiamo donato oltre una ventina di apparecchi a comuni, enti, associazioni e strutture sportive. Quando avremo risposta da tutti i comuni, intendiamo da un lato lavorare sulle prossime installazioni in punti strategici come le piazze dei municipi o all’esterno delle farmacie e dall’altro alla mappatura online, così da poter trovare direttamente sul proprio telefonino l’apparecchio più vicino».
A coordinare l’attività di monitoraggio, la Provincia di Belluno, con il consigliere provinciale e sindaco di Alpago Alberto Peterle che ha sottolineato «la situazione molto buona nel territorio, con una risposta ottima dei sindaci; questo è un punto di partenza per capire dove possiamo ancora crescere per rendere più sicura la nostra provincia dal punto di vista medico-sanitario».
L’iniziativa è stata salutata con soddisfazione anche dal commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben: «Ancora una volta si conferma l’importanza dell’attività di rete tra sanità, istituzioni e associazioni; avere una mappatura di questo tipo può aiutare molto nel soccorso. C’è da lavorare ora sulla formazione e informazione alle persone: un defibrillatore non è difficile da usare, queste macchine “parlano” e guidano l’utente nell’utilizzo e, inoltre, anche il personale del 118 supporta via telefono nelle operazioni. C’è solo da superare il timore iniziale, e per questo le attività di formazione che svolgiamo anche nelle scuole sono molto importanti».





