Fiori rosa, fiori di pesco… congelati. Gemme di ghiaccio con le fioriture incastonate. È uno spettacolo per gli occhi, ma per gli addetti ai lavori è l’unico modo – costosissimo peraltro – per salvare gli alberi da frutto.
Le temperature particolarmente fredde delle ultime notti hanno messo in serio pericolo la possibilità di raccolto. Se i fiori già sbocciati vengono toccati dalla brina, muoiono irreparabilmente. Stesso discorso per le gemme. E i valori delle minime della notte sono stati assai “brinosi”: la coltre di ghiaccio sui parabrezza delle auto in Valbelluna possono testimoniarlo.
Arpav ha registrato -0,4 gradi a Feltre e +0,7 a Belluno, -2 a Forno di Zoldo, -1,2 ad Agordo, addirittura -5 ad Arabba. Temperature da fine febbraio, nonostante il calendario dica aprile inoltrato. In Valbelluna dove gli alberi da frutto sono ormai in fiore, sono temperature che rischiano di mandare in fumo il lavoro degli agricoltori. Ecco perché diverse aziende hanno sfoderato l’irrigazione soprachioma. Si tratta di una pratica dispendiosa che bagna i filari di alberi all’ora dell’imbrunire. Con il calare del termometro, quell’acqua diventa ghiaccio e avvolge i fiori, proteggendoli dalla brina. Strano ma vero: sotto la leggera coltre ghiacciata, la temperatura è leggermente più alta rispetto a quella esterna, esposta alla notte. L’effetto, in ogni caso, è spettacolare.
In Valbelluna qualcuno ha utilizzato proprio questa tecnica nelle ultime notti gelide. L’azienda agricola La Giasena di Vich (Ponte nelle Alpi), ad esempio.
Nei prossimi giorni le temperature torneranno ad alzarsi. E i valori saranno da aprile.





