Gallo forcello: a Tambre le condizioni ideali per il suo sviluppo

Gallo forcello: a Tambre le condizioni ideali per il suo sviluppo

Osservato speciale: è il gallo forcello, specie di interesse conservazionistico e oggetto di particolare tutela. A questo proposito, la Provincia di Belluno ha eseguito nei giorni scorsi il monitoraggio annuale. E, con l’occasione, è stato effettuato un sopralluogo all’intervento messo in campo dalla Riserva alpina di Tambre finalizzato al miglioramento ambientale. «Con una spesa di circa 15mila euro, sono state ripristinate alcune superfici aperte che erano state invase dal pino mugo cresciuto per l’abbandono dell’alpeggio – spiega Franco De Bon, consigliere provinciale delegato alla gestione faunistica -. Abbiamo verificato che in un anno, sono ricresciute quelle specie arbustive utili all’alimentazione dei tetraonidi, come il mirtillo. Questo fa sì che ci siano le condizioni ideali per la conservazione e lo sviluppo delle popolazioni di gallo forcello».

I lavori di miglioramento boschivo rientrano nel progetto “Mugheta”, avviato nel 2020 e destinato a proseguire fino al 2022. «Un piano nato alcuni anni fa, con l’obiettivo di intervenire nelle zone di boscaglia – spiega Stefano Saviane, presidente della Riserva alpina di caccia di Tambre -. Il gallo forcello, proprio a causa dell’imboschimento dovuto all’abbandono del pascolo, si sta spostando a quote sempre più elevate dove non trova da mangiare. Per questo stiamo assistendo alla riduzione della popolazione». «Sulle pendici del monte Guslon abbiamo ricreato spazi a scacchiera per garantire le condizioni ideali per diverse specie: coturnice, francolino di monte e anche gallo forcello» aggiunge Egidio Bino, il dottore forestale che ha seguito il progetto “Mugheta”. «Dove siamo intervenuti nel 2020 stanno già ricrescendo piante fondamentali per l’habitat di questi animali».

«I cacciatori si stanno muovendo nella direzione dettata dalle norme comunitarie per la conservazione dei siti Natura 2000 e il recupero di quelle zone abbandonate dal pascolo dove cresce la boscaglia dannosa per il mantenimento di alcune specie animali» continua De Bon. «Gli habitat di specie, e quindi il loro ripristino o mantenimento, sono fondamentali nella determinazione di una popolazione animale, molto più di un eventuale fermo della pratica faunistica».

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