Una frana di oltre 40 metri minaccia il villaggio storico di Lacedel, a pochi passi dalla futura stazione d’arrivo della cabinovia Apollonio–Socrepes, infrastruttura chiave per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano–Cortina 2026. I residenti, preoccupati per la sicurezza delle abitazioni e della viabilità, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Belluno. L’azione legale, presentata giovedì 11 settembre con l’assistenza degli avvocati Primo, Andrea e Alessandro Michielan del Foro di Treviso, ipotizza responsabilità penali per disastro e frana colposa, oltre a violazioni delle norme sulla sicurezza nei cantieri. Al centro della denuncia, la sovrapposizione di tre cantieri interferenti: la cabinovia olimpica Apollonio–Socrepes (opera B09.0), lo Ski Bar Ria de Saco e la nuova cabinovia Lacedel–Socrepes.
La frattura e il rischio idrogeologico
Il fenomeno franoso è stato rilevato tra il 29 e il 30 agosto. Inizialmente si trattava di una frattura di circa 30 centimetri, ma nei giorni successivi si è estesa fino a superare i 40 metri, con un abbassamento del terreno superiore ai 50 centimetri. Contestualmente, è stata osservata la deformazione del muro di contenimento in cemento armato del cantiere adiacente, segnale – secondo i tecnici – di un movimento profondo e non superficiale.
I residenti avevano già presentato tre ricorsi al TAR Lazio, proprio per denunciare i rischi idrogeologici legati alla costruzione della cabinovia olimpica e alla gestione dei cantieri. L’udienza di merito è fissata per il prossimo 29 ottobre, ma dopo l’evento franoso si sono visti costretti a procedere con una denuncia penale per tutelare la sicurezza pubblica e privata.
Secondo la relazione del geologo Eros Aiello, docente all’Università di Siena e esperto riconosciuto a livello internazionale, lo sbancamento sarebbe stato effettuato senza le necessarie indagini geotecniche e senza opere di presidio, in un’area già classificata a rischio elevato dal Piano di Assetto Idrogeologico.
La richiesta: sospendere i lavori e mettere in sicurezza
I residenti chiedono l’immediata sospensione dei lavori e l’avvio di interventi urgenti di monitoraggio e consolidamento del versante. La frana, infatti, minaccia direttamente abitazioni, garage interrati, servizi e la viabilità della S.R. 48, con un rischio concreto per la pubblica incolumità. Il pendio coinvolto si trova tra tre cantieri attivi: la cabinovia olimpica Apollonio–Socrepes, lo Ski Bar Ria de Saco e la nuova cabinovia Lacedel–Socrepes. Durante l’estate, anche la pista da sci “Campo Scuola Baby” è stata modificata, alterando ulteriormente la stabilità del versante.
Il caso di Cortina trova un parallelo in quanto accaduto a Livigno, dove la Procura di Sondrio ha disposto il sequestro del cantiere di una pista da sci per irregolarità ambientali e carenze autorizzative. Un segnale chiaro: le opere legate ai grandi eventi sportivi devono rispettare rigorosamente le normative, mettendo al primo posto la sicurezza e la tutela del territorio.





