Fortogna si oppone al cantiere a supporto della variante: «Troppe criticità»

Fortogna si oppone al cantiere a supporto della variante: «Troppe criticità»

Partecipazione massiccia, a Fortogna, per una riunione frazionale spontanea. Al centro, l’insediamento di uno dei due cantieri a supporto della realizzazione della ‘Variante di Longarone’ previsto nella campagna denominata ‘Sot Crode’.

Almeno una novantina i presenti: «Durante l’incontro – spiegano i promotori – è stato presentato il progetto del cantiere e del tracciato dell’opera secondo quelli che sono i documenti raccolti in maniera informale e che, a quanto risulta da comunicazioni dell’amministrazione, non sono quelli definitivi. Anche se a oggi non sono emerse rassicurazioni su eventuali altre soluzioni possibili. 

Si è parlato dei limiti che impone un cantiere in mezzo a un paese come Fortogna, già tanto sacrificato in passato. Basti pensare all’insediamento della zona industriale nella zona nord denominata San Martino che a giorni dovrebbe ricevere l’approvazione finale per il raddoppio della capacità produttiva».

Tornando al cantiere, avrà un’estensione di circa 20mila metri quadrati: «E andrà ad occupare la maggior parte dell’area verde adibita in passato a coltivazione e oggi ultimo angolo verde e integro della frazione. Tale area, vicina a decine di abitazioni, ospiterà il ricovero di mezzi e attrezzature così come le abitazioni degli operai». I residenti sottolineano le criticità: «La maggiore riguarda la viabilità. Per i 4 anni previsti per i lavori (si tratta di una stima temporale che si presume non sarà rispettata), i mezzi saranno costretti a utilizzare la strada comunale interna per tutta la lunghezza del paese creando una situazione di disagio, rumore e inquinamento oltre che costituire fonte di pericolo soprattutto per i più piccoli che, seppur pochi, in quella strada sono abituati a passare il loro tempo libero in compagnia. Anche il tema del rumore preoccupa poiché il cantiere potrebbe essere operativo 24 ore. Ma l’innovazione e l’adeguamento alle nuove esigenze non dovrebbero prescindere dalla consapevolezza delle ripercussioni future, per questo è stato affrontato anche il tema dell’impossibilità di ripristinare l’area al termine dei lavori allo stato originario». 

E concludono: «La popolazione, in maniera compatta e unitaria, si è espressa negativamente rispetto al posizionamento del cantiere in tale zona ravvisando la necessità di individuare un’area alternativa. Alcune proposte sono state avanzate a tutela dei cittadini residenti e dell’area naturalistica. Oggi la cittadinanza, che finora non è mai stata messa al corrente, chiede un incontro alle amministrazioni e all’Anas. Vorremmo avere un confronto pubblico prima che il progetto sia varato definitivamente e a quel punto si renda difficile se non impossibile apportare le modifiche auspicate».

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