Un’azienda su tre porta già i team in montagna. L’effetto Milano Cortina 2026 spinge verso un modello stabile e misurabile
La montagna non è più soltanto scenario di sport e turismo, ma sempre più laboratorio di competenze e crescita organizzativa. A dirlo è l’“Osservatorio formazione in montagna”, indagine condotta su 300 imprese del Veneto da Fòrema, società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est, in collaborazione con Cortina IN e Fondazione Cortina.
Realizzata alla vigilia dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la ricerca fotografa un ecosistema imprenditoriale che riconosce alla montagna un valore formativo concreto e misurabile. Il 68% delle aziende intervistate – 204 su 300 – ha già portato i propri team in quota per attività di formazione o team building. I benefici percepiti sono significativi: l’81% segnala un impatto positivo su benessere e clima interno, il 78% rileva un miglioramento della collaborazione tra colleghi e il 71% un aumento della motivazione.
Ancora più rilevante è la disponibilità a investire nel futuro: l’83% delle imprese si dichiara interessato a nuove iniziative nei prossimi 12-24 mesi. Un segnale che va oltre l’evento occasionale e apre alla possibilità di integrare la formazione in montagna nelle strategie aziendali di lungo periodo.
«La montagna funziona. Tutte le aziende che l’hanno sperimentata riportano un miglioramento nella collaborazione», sottolinea il direttore generale di Fòrema, Matteo Sinigaglia. Il salto di qualità, però, sarà misurare in modo strutturato i risultati, andando oltre i semplici questionari di gradimento: oggi il 72% delle imprese non utilizza indicatori oggettivi legati, ad esempio, a turnover, assenteismo o produttività.
Non mancano gli ostacoli. Il 41% delle aziende indica il tempo sottratto all’operatività come principale freno, il 38% cita i costi, mentre un terzo evidenzia la difficoltà nel misurare il ritorno dell’investimento. A pesare sono anche le criticità logistiche legate a spostamenti e stagionalità. Le imprese chiedono quindi format brevi e modulabili, accesso facilitato a location e partner qualificati e supporto nella definizione di indicatori chiari.
Il potenziale, però, è ampio. Il 90% delle aziende interpellate ha un rapporto attivo con la montagna, come sede, luogo di business o risorsa formativa; il 35% porta frequentemente i team in quota e il 37% ha sedi operative o rapporti commerciali diretti con aree montane. In questo scenario, la formazione può diventare anche leva di destagionalizzazione, capace di attrarre manager e professionisti e generare nuova domanda per strutture ricettive, spazi congressuali e servizi specializzati.
Il contesto olimpico rappresenta un ulteriore acceleratore. Oltre la metà delle imprese sente “propria” l’opportunità dei Giochi e il 63% è interessato a percorsi che integrino esperienza in montagna, ispirazione olimpica e lavoro sui progetti aziendali. Per quasi un’azienda su due, i Giochi possono contribuire a rafforzare benessere e resilienza organizzativa.
«L’eredità vera delle Olimpiadi non sta solo negli impianti, ma nella capacità di farli vivere nel tempo», osserva il presidente di Fondazione Cortina, Stefano Longo. La sfida, dunque, è trasformare l’energia di Milano Cortina 2026 in sviluppo duraturo, facendo della montagna non un palcoscenico temporaneo, ma una piattaforma stabile di formazione, attrazione di imprese e crescita del capitale umano del Nordest.





