Compie oggi 100 anni tondi. A guardarla e a sentirla parlare però non ci si crederebbe. Caterina Filippin dimostra almeno 15 anni di meno di quanto dichiari la carta d’identità. Dopo una vita di difficoltà – tra il dopoguerra e il Vajont – ha ancora un sorriso contagioso. E fino a qualche anno fa – ben dopo i 90 – ha continuato a ballare, una delle sue grandi passioni. Ieri (lunedì 12 luglio) l’amministrazione comunale di Longarone l’ha fatta commuovere. Il sindaco l’ha accolta in municipio per farle gli auguri e donarle un mazzo di fiori.
«A Caterina Filippin – si legge nella targa fatta fare dal Comune – per essere stata un punto di riferimento per la crescita del paese. La sua etica, la dedizione al lavoro e il forte legame con la famiglia, l’hanno resa un esempio per le generazioni future».
In effetti, Caterina Filippin è stata un esempio per Longarone. Nata a Erto il 13 luglio 1921, si è sposata a 18 anni con Ettore Mazzorana e assieme al marito ha gestito per anni il banco al mercato. Prima di frutta e verdura, poi di merceria. Erano gli anni duri del dopoguerra, fatti di stenti e privazioni. Caterina ed Ettore lavoravano per mandare avanti la famiglia, con le tre figlie Augusta, Gemma e Giancarla. Poi è arrivato il primo negozio, in centro a Longarone, nel 1955.
Quando le cose cominciavano a girare bene, ecco il Vajont, con la tragedia che ne è seguita. Caterina e il marito si sono salvati, perché abitavano a Fortogna. Ma il negozio è andato completamente distrutto. I due coniugi non si sono dati per vinti e hanno ricominciato daccapo, un po’ alla volta. Fino a riaprire il loro negozio di merceria, rimasto attivo a Longarone fino al dicembre 2018.
Oggi Caterina vive a Longarone. Lucidissima e in piena salute.






