La Regione rassicura, ma le opposizioni contrattaccano. Nei giorni scorsi, l’assessora regionale alle Infrastrutture, Elisa De Berti, ha escluso categoricamente l’ipotesi di una chiusura della linea ferroviaria tra Ponte nelle Alpi e Calalzo, paventata da alcuni quotidiani locali. Ma le rassicurazioni non bastano ai cittadini che vivono e lavorano in montagna e che quotidianamente devono fare i conti con una tratta «chiusa a intermittenza, con treni sempre meno frequenti e tempi di percorrenza che rendono complicato raggiungere la pianura».
A raccogliere le preoccupazioni è la consigliera regionale Elena Ostanel, del movimento civico Il Veneto che Vogliamo, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti ufficiali e impegni concreti sul futuro del collegamento.
«La ferrovia è fondamentale per il Bellunese – sottolinea Ostanel – ma negli ultimi anni la Regione ha collezionato una lunga serie di promesse mancate. Si è parlato del prolungamento della linea da Calalzo a Cortina in vista delle Olimpiadi, salvo poi accantonare tutto dopo gli studi di fattibilità. Stesso copione per l’elettrificazione della tratta Ponte-Calalzo, considerata indispensabile ma mai avviata, e per il collegamento Feltre-Primolano, di cui ancora non si conoscono gli esiti dello studio finanziato dai Comuni».
Un coro critico a cui si unisce anche Paolo Perenzin, segretario provinciale di Sinistra Italiana Belluno: «Si spendono centinaia di milioni per opere come la pista da bob e la funivia di Socrepes, ma non si investe su mobilità sostenibile e accessibilità. E i documenti di Rfi ci dicono che, dopo le Olimpiadi, la situazione della provincia di Belluno rischia di peggiorare invece che migliorare».
Il tema della viabilità resta centrale per un territorio fragile, già messo alla prova dalle code costanti sulla A27 e dalle chiusure a intermittenza della statale 51 a San Vito di Cadore, spesso bloccata da frane. «Non possiamo pensare di abbandonare la montagna a se stessa – concludono Ostanel e Perenzin – servono investimenti e progettualità serie, non solo dichiarazioni di facciata».





