Falco 2, da ieri operativo il secondo elicottero di soccorso

Falco 2, da ieri operativo il secondo elicottero di soccorso

Il primo volo è stato alle 12.09, verso il rifugio Vandelli, in soccorso ad un 79enne veneziano che aveva accusato un dolore al petto. Nulla di grave, per fortuna, solo un grande spavento. Da ieri è operativo Falco 2, il “gemello” dello storico elicottero del Suem 118. 

Volerà sui cieli bellunesi per due mesi, fino al 20 settembre. E’ questa la prima differenza con la sperimentazione messa in atto lo scorso anno, grazie all’impegno di Dolomiti Emergency, nel 2022 il secondo elicottero ha operato fino a fine agosto: «Analizzando i flussi turistici, però – spiega il commissario dell’Ulss 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben – abbiamo visto come la stagione si stia spostando sempre più avanti». 

L’altra novità riguarda la «paternità» di Falco 2. Che si chiama così perché da quest’anno, con l’intervento diretto della Regione Veneto, il secondo elicottero di fatto è istituzionalizzato, ed è il vero gemello di Falco 1, anche nella livrea. Un upgrade, insomma: «Ringraziamo Dolomiti Emergency, che lo scorso anno si accollò l’intera spesa della sperimentazione – prosegue Dal Ben – da quest’anno la sinergia si rafforza: la Regione paga l’affitto del velivolo (ad Avincis, che fornisce velivoli e personale) e tutte le spese tecniche, mentre il costo dell’equipaggio fa capo a Dolomiti Emergency». 

Falco 2 sarà di base a Belluno, e questa è la terza differenza con lo scorso anno, quando ad accogliere il secondo elicottero di soccorso fu Cortina. Per accoglierlo e ricoverarlo quando non in volo è stato riaperto e risistemato il vecchio hangar dell’aeroporto Arturo Dell’Oro che fino a qualche anno fa ospitava gli elicotteri di Elidolomiti. 

Ma quanto serve un secondo elicottero? Moltissimo, lo dicono i numeri. Da gennaio a luglio 2023 sono stati 505 gli interventi di elisoccorso. In 418 occasioni è intervenuto Falco, mentre negli altri casi il supporto è arrivato dai velivoli del Friuli, di Treviso o del Trentino Alto Adige. «Con l’implementazione del secondo equipaggio – puntualizza Giulio Trillò, direttore del Suem 118 di Pieve di Cadore – potremo dare risposte ancora migliori a turisti e residenti, senza naturalmente azzerare le preziose collaborazioni con gli altri territori».

Senza tralasciare, come ricorda Alex Barattin, delegato del Soccorso alpino Dolomiti bellunesi, che in questo modo anche i preziosi “uomini in rosso” potranno operare con maggiore sicurezza. Così come residenti e turisti potranno contare su un aiuto in più. Ma senza mai dimenticare, ammonisce Barattin, che si tratta di elisoccorso, non di aerotaxi.

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