La diocesi di Belluno-Feltre riparte dalla cultura, e lo fa con una nuova guida al Museo diocesano di arte sacra di Feltre. Per i prossimi tre anni la direzione sarà affidata a Eugenio Tamburrino, chiamato a portare avanti una missione che la diocesi definisce “testimonianza viva di un millenario cammino di fede”. Il Museo continuerà così a custodire e valorizzare un patrimonio storico-artistico che racconta la vita religiosa e culturale delle comunità del territorio. Tamburrino lavorerà accanto al Consiglio direttivo e al Comitato scientifico, di cui sarà membro di diritto insieme alla Commissione per i beni culturali. Un incarico che rafforza il ruolo del Museo come luogo di conservazione, ma anche come spazio di dialogo e divulgazione.
Le novità riguardano anche la struttura diocesana dedicata alla tutela del patrimonio ecclesiastico. Il vescovo Renato ha infatti annunciato la nomina di Matteo De Boni a nuovo direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto. De Boni coordinerà la valorizzazione dei beni artistici e architettonici della diocesi, curando i rapporti con enti pubblici, associazioni, studiosi e professionisti del settore, e collaborando con gli Uffici pastorali secondo il percorso sinodale avviato in questi anni.
Insieme alla nomina, viene insediata anche la nuova Commissione diocesana per i beni culturali, composta da esperti e figure tecniche: Fabiola De Battista, Franco Frison, Daniele Reale, Siro Andrich, Carlo Cavalli, lo stesso De Boni, Eugenio Tamburrino, don Claudio Centa e don Alex Vascellari. Il lavoro della commissione sarà supportato da Chiara De March, nuova addetta di curia.
Queste novità segnano anche la fine di un lungo e importante capitolo. Si conclude infatti il mandato di don Giacomo Mazzorana, alla guida dell’Ufficio beni culturali dal 2000 e direttore del Museo dal 2008. Il Vescovo ha espresso profonda gratitudine per il suo servizio, richiamando la “via pulchritudinis” che ha ispirato la sua attività: un modo di leggere la bellezza dell’arte, della natura e della spiritualità come occasione di crescita personale e comunitaria.
Don Giacomo non lascerà però completamente il settore: continuerà a collaborare come consultore dell’Ufficio e farà parte del nuovo Comitato scientifico del Museo, mettendo a disposizione competenza ed esperienza maturate in oltre vent’anni di servizio.





