E se si fosse trattato “solo” di uno scherzo di pessimo gusto? Non ci sono ancora conferme in merito, ma l’ipotesi prende piede ogni minuto che passa. Parliamo della vicenda della – presunta, a questo punto? – turista emiliana dispersa da sabato (27 dicembre) nell’area del Framont, in Agordino. Da quel giorno decine di soccorritori di Soccorso alpino, Vigili del fuoco, Guardia di finanza, Carabinieri, sono all’opera, anche con l’ausilio di droni ed elicotteri, nel perlustrare palmo a palmo sentieri, canaloni e salti di roccia. Ma senza esito.
E ci sono molti particolari che non tornano. A cominciare dalle modalità con le quali è stato lanciato l’sos. L’allarme è partito da un tablet senza scheda telefonica: una donna, parlando italiano, ha detto di essere scivolata sotto la croce del Framont, di non potersi muovere ma di essere illesa. Ha fornito un nome e un’età (65 anni), ma quelle generalità non trovano riscontro. Nessuna persona con quei dati risulta mancante. Strano, molto strano. Certo, la donna potrebbe anche essere stata sotto shock, oppure essere stata in grado di rientrare da sola. Ma, nel caso, perché non avvisare chi sta rischiando la propria incolumità nella ricerca?
Intanto dal Soccorso alpino regionale arriva l’appello: «Se conoscete escursionisti che sabato erano tra Framont e Valle di San Lucano, verificate che siano rientrati». Il mistero si infittisce. E l’ipotesi che si sia trattato di uno scherzo – criminale, come definirlo altrimenti? – si fa strada.
«Sarebbe gravissimo – avverte Giuseppe Zandegiacomo, presidente del Cnsas Veneto –. In quel caso scatterebbe perlomeno una denuncia per procurato allarme». Intanto le ricerche continuano, mentre il giallo si intensifica.
(immagine di archivio)





