Esclusi dai contributi a fondo perduto: i professionisti protestano

Esclusi dai contributi a fondo perduto: i professionisti protestano

 

Ingegneri, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, ma anche veterinari, geologi e periti agrari: giovedì mattina, i professionisti scendono virtualmente in piazza contro la discriminazione del Decreto rilancio che li esclude dal contributo a fondo perduto previsto per gli imprenditori.

All’appuntamento – dalle 10.30 alle 12.30 sul canale YouTube di Professioni Italiane https://bit.ly/ProtestaCUP e sul sito https://www.professionitaliane.it/ – aderirà anche il Comitato unitario permanente degli Ordini e Collegi professionali della provincia di Belluno: «Abbiamo scelto di unirci alla protesta per far sentire ancora più forte le nostre ragioni. E sostenere e promuovere altre iniziative che possano mettere in luce le gravi disparità di trattamento di cui sono oggetto i professionisti – spiega l’avvocato Innocenzo Megali, presidente provinciale del Cup -. Proprio per questo, entro il mese di giugno vogliamo organizzare un confronto a livello provinciale con i parlamentari bellunesi, i rappresentanti in Regione Veneto e i vertici della Provincia per fare luce sulla situazione della nostra realtà e riparare a questa ingiustizia al momento della conversione in legge del decreto». 

In provincia di Belluno, sono 3400 gli iscritti al Comitato unitario permanente. A guidare la classifica c’è l’Ordine degli Ingegneri, con 831 iscritti; a seguire, il Collegio dei Periti Industriali con 722, l’Ordine degli Architetti (429), l’Ordine degli Avvocati (369), il Collegio dei Geometri (363), l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili (197), il Collegio degli Agrotecnici (153), l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (114), l’Ordine dei Veterinari (95), il Collegio dei Consulenti del Lavoro (45), l’Ordine dei Geologi (42), il Collegio dei Periti Agrari (26) e, a chiudere, il Consiglio Notarile, con 14 iscritti. 

«Parliamo di una fetta importante della popolazione attiva provinciale – conclude Megali -; ecco perché confidiamo che la protesta di giovedì e il successivo incontro con tutti i rappresentanti della politica locale possano contribuire a rimediare in fretta alla gravissima discriminazione».

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