Sedici anni dopo, il ricordo resta vivo e il dolore non si attenua. Era il 22 agosto 2009 quando l’elicottero del Suem 118 e del Soccorso Alpino precipitò nei pressi di Rio Gere, sopra Cortina d’Ampezzo, durante un intervento di soccorso. A perdere la vita furono i quattro membri dell’equipaggio: Dario De Felip, Fabrizio Spaziani, Marco Zago e Stefano Da Forno. Da allora, sono ricordati come gli “Eroi di Falco”, simbolo di professionalità, coraggio e dedizione al servizio degli altri.
Ieri, nel giorno dell’anniversario, è arrivato il pensiero del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha voluto rinnovare l’abbraccio alle famiglie dei caduti e ribadire l’importanza della responsabilità individuale in montagna. «In questa giornata – ha sottolineato – partecipiamo a un dolore che sappiamo non esaurirsi col tempo. Ma è anche il momento per ricordare che gli equipaggi di soccorso non sono supereroi dai poteri magici: se qualcuno affronta la montagna senza preparazione, senza accorgimenti minimi e senza attrezzature adeguate, viene meno il rispetto che merita il sacrificio dei nostri operatori».
Il Governatore ha poi voluto rievocare i quattro uomini del “Falco”: «Dario, Fabrizio, Marco e Stefano: un intero equipaggio che ha trovato la morte garantendo sicurezza e soccorso sulle nostre montagne. Sono trascorsi 16 anni, ma riviviamo lo stesso sgomento. I loro nomi restano scolpiti nella storia del Veneto, esempio per tutta quella grande famiglia che ogni giorno, con divise diverse, svolge una missione preziosa per la comunità».
Il ricordo della tragedia si rinnova dunque anche come monito. Perché, accanto alla gratitudine verso i soccorritori, c’è la consapevolezza che la montagna richiede rispetto, preparazione e prudenza.
«Il triste anniversario – ha concluso il presidente – è l’occasione per ringraziare il Soccorso Alpino, le Forze dell’Ordine, le Forze Armate, il Suem 118, la Protezione civile e i Vigili del fuoco per l’abnegazione con cui rendono più sicuro il nostro territorio».





