Emergenza Covid, dal consiglio comunale una proposta per aiutare cittadini e commercianti

Emergenza Covid, dal consiglio comunale una proposta per aiutare cittadini e commercianti

C’è posta per te. La conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Feltre ha consegnato all’amministrazione comunale una lista di misure urgenti per aiutare cittadini e imprese duramente provati dalla prolungata emergenza legata al coronavirus. Sono proposte, naturalmente, ma che difficilmente potranno essere ignorate dalla giunta, perché messe nero su bianco da tutto il consiglio comunale, superando muri e divisioni, al termine di un’intensa fase di colloqui con tutte le parti sociali. E poi l’iniziativa aveva ottenuto il placet già nel corso del consiglio comunale di inizio aprile.

Nel documento si chiede alla giunta guidata da Paolo Perenzin di incaricare l’Azienda feltrina per i Servizi alla persona “di sostenere economicamente le richieste di aiuto che le perverranno, a titolo esemplificativo per il pagamento di bollette e concorso al pagamento dei canoni di locazione, secondo l’istruttoria che gli assistenti sociali redigeranno in base a criteri concordati con l’Amministrazione comunale, con garanzia che il Comune di Feltre ristorerà a consuntivo il disavanzo del centro di costo servizi sociali”.

Tra le richieste, l’esenzione (o l’applicazione delle massime detrazioni possibili) per cittadini, commercianti e imprese dalla Tari per i mesi da marzo a maggio; dalla Tosap (tassa per l’occupazione del suolo pubblico) da marzo a ottobre; dall’imposta di pubblicità da marzo a giugno. Si chiede anche di intervenire sull’Imu, in base alle coperture garantite dallo Stato. Ma il documento impegna l’amministrazione anche ad autorizzare l’ampliamento dei plateatici di bar e ristoranti e di rendere gratuita la prima ora di parcheggio negli stalli a pagamento, oltre all’acquisto di guanti, mascherine e prodotti igienizzanti per le attività economiche che non dovessero riuscire a procurarseli. Inoltre, si chiede al Comune di snellire gli iter burocratici ove possibile, di fare da trait d’union “tra gli enti preposti e gli esercenti, in modo tale che le norme contenute nei protocolli per la riapertura dei pubblici esercizi, in materia di pulizia, sanificazione, distanziamento fisico e accesso contingentato giungano in tempi rapidi e con chiarezza di contenuti”, di concordare con le associazioni di categoria l’ampliamento degli orari di apertura dei pubblici esercizi.
Infine, uno sguardo alla stagione turistica, con la richiesta di attuare tutte le forme possibili di promozione del territorio, con particolare attenzione al decoro e alla pulizia della città.

Un impegno solenne che se portato avanti inciderà notevolmente nelle casse comunali. Una prima stima, calcolata dagli uffici, parla di circa 535 mila euro di impatto ipotetico, in gran parte dovuto al mancato incasso dei tributi locali: 80 mila euro di Tosap, 135 mila di Tari, 60 mila euro dall’imposta sulla pubblicità, 100 mila euro di servizi sociali, ai quali si aggiungono circa 160 mila euro di mancati introiti per la gratuità della prima ora di parcheggio. Cifre che si sommano al milione e 300mila euro già persi in questi mesi dal Comune, tra rette e mense degli asili, multe, minor gettito Irpef e mancati accertamenti Imu.
Particolare attenzione viene chiesta all’amministrazione per la pulizia e il decoro della città, che sia resa un luogo sicuro sotto il profilo sanitario e nel quale il cittadino, ma anche il turista, ritrovi la voglia di socialità, dopo questi mesi di quarantena.

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