Stop ai progetti calati dall’alto, via libera al confronto con i territori. È la nuova rotta tracciata dall’accordo operativo tra Regione Veneto e Terna, frutto di un lavoro di squadra guidato dal senatore Luca De Carlo e dalla sua delegata Milena De Zanet. Un’intesa che promette di cambiare il modo in cui si progettano e si realizzano le infrastrutture elettriche, soprattutto in provincia di Belluno.
Il principio è semplice: le linee elettriche sono tutte collegate, e ogni intervento su un tratto ha conseguenze a monte e a valle. Da qui la necessità di una visione d’insieme, che Terna si impegna a rispettare. Non solo: la società dialogherà con i Comuni per risolvere le criticità dei progetti già autorizzati – come quello della Media Valle del Piave – e per favorire l’interramento dei cavi, specie nei centri abitati.
Un cambio di passo atteso da anni. «L’infrastruttura elettrica è strategica e non può essere trattata come uno spezzatino», ha sottolineato De Carlo, che ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei comitati civici nel tenere alta l’attenzione sul tema. «La mia posizione è sempre stata chiara: interrare le linee. E questo accordo dimostra che quando si lavora con determinazione, i risultati arrivano».
Dietro l’intesa c’è un team tecnico affiatato: l’architetto Giovanni Campeol, esperto in impatto ambientale, l’avvocato Francesco Vettori e l’ingegnere Ariano Mantuano. Insieme a De Zanet, hanno analizzato l’intera progettualità di Terna, dalla frontiera con l’Austria fino a Scorzé. «La linea è unica, e va trattata come tale», ha spiegato De Zanet. «Dal 2023 dialoghiamo con Terna per superare lo stallo e riportare al centro il rispetto per i territori».
L’accordo prevede un calendario di incontri tra Terna e i Comuni lungo la linea. Per i progetti già autorizzati, c’è l’impegno a risolvere le criticità. Per quelli ancora da definire, il confronto sarà preventivo. E sempre con un occhio agli interramenti. È il caso di Limana, dove la linea Polpet-Scorzé attraversa il centro abitato e sfiora la scuola elementare. «Terna ha aperto alla possibilità di interrare i cavi lungo la strada provinciale», ha confermato De Zanet.
Ma l’intesa guarda anche ad altri nodi critici: Volpago del Montello, Scorzé, Livinallongo, Arabba, Arsié. E alla grande interconnessione Italia-Austria, la linea da Soverzene al confine. «Un risultato che il territorio attendeva da quindici anni», ha detto De Zanet. «Ora la Regione convocherà i tavoli per presentare ufficialmente l’accordo».
Convincere Terna non è stato semplice. «Intervenire sui progetti già autorizzati è sempre stato un tabù», ha spiegato l’avvocato Vettori. Ma la legge prevede una corsia preferenziale per le migliorie progettuali, soprattutto se prevedono interramenti. «Abbiamo rimesso insieme gli aspetti ambientali, economici e sociali», ha aggiunto Campeol. «Finalmente si ragiona con una visione d’insieme».
E il messaggio è chiaro: le opere si possono fare, ma devono essere fatte bene. E nel rispetto dei cittadini.





