Edilizia, il nuovo contratto guarda al clima estremo: più tutele contro caldo e freddo

Edilizia, il nuovo contratto guarda al clima estremo: più tutele contro caldo e freddo

Il clima cambia, l’edilizia bellunese pure. Il nuovo contratto integrativo provinciale dell’industria, firmato da Ance Belluno con Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil, introduce per la prima volta regole specifiche per affrontare caldo e gelo nei cantieri di montagna. Un segnale politico e operativo che riguarda oltre 1.700 lavoratori delle 92 imprese industriali del settore, e che entrerà in vigore il 1° agosto.

La novità più forte è un articolo dedicato alla sicurezza in presenza di temperature estreme. Non un dettaglio, ma un cambio di passo: le imprese dovranno riorganizzare le lavorazioni all’aperto, ridurre l’esposizione diretta, garantire pause adeguate, dispositivi di protezione e attrezzature idonee. Se il meteo diventa proibitivo, scatterà anche la possibilità di ricorrere agli strumenti previsti dalla normativa, compresa la cassa integrazione per eventi atmosferici. Nel pacchetto rientrano anche criteri aggiornati per aerazione degli spogliatoi e vivibilità di refettori e spazi comuni.

«Prendiamo atto di un meteo sempre più difficile, che incide sull’operatività delle aziende e sulla qualità di vita nei cantieri», spiega il presidente di Ance Belluno Paolo De Cian. «Ci siamo responsabilizzati di fronte a un fenomeno complesso, andando oltre le disposizioni nazionali e regionali». L’obiettivo è chiaro: fare da apripista. «Serve un nuovo patto tra imprese e lavoratori davanti a quella che è ormai una questione di sicurezza sul lavoro».

Accanto alle tutele climatiche arrivano anche gli aumenti economici. Crescono le indennità di trasferta, reperibilità e quella sostitutiva di mensa, che sale a 5,29 euro al giorno. Per il 2027 e il 2028 debutta il PAIE, il premio aziendale delle imprese edili: 3 euro lordi al giorno oltre la 140ª giornata lavorata nella stessa azienda, per un beneficio annuo stimato tra 240 e 300 euro. Rinnovata anche la disciplina dell’EVR, l’Elemento Variabile della Retribuzione, che potrà valere tra 400 e 800 euro annui in base all’inquadramento.

Dal fronte sindacale arriva soddisfazione. «Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della contrattazione provinciale», commenta Marco Rossitto, segretario Filca Cisl Belluno Treviso. Il nodo, per i sindacati, è anche l’attrattività del settore: «L’edilizia vive una fase di forte sviluppo ma fatica a trovare personale, soprattutto giovani. Servono contratti che riconoscano il valore del lavoro e garantiscano sicurezza sempre più elevata».

Il rinnovo, spiegano le organizzazioni, è frutto di un confronto serrato e di una contrattazione che in edilizia non può essere aziendale, perché le imprese sono spesso piccole e medie. Il contratto provinciale diventa così lo strumento che tutela davvero tutti: indennità di alta montagna, pasto a carico dell’impresa, chilometriche, guida del mezzo, ferie, premi di risultato. Ora anche un capitolo dedicato al clima che cambia.

«Questo accordo rappresenta un equilibrio tra esigenze delle imprese e diritti dei lavoratori», sottolineano Feneal Uil e Fillea Cgil. «Il confronto serio e responsabile produce risultati concreti. Continueremo a lavorare per migliorare condizioni, sicurezza e dignità professionale di chi ogni giorno opera nei cantieri».

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