Due sentieri che gli escursionisti conoscono da tempo, ma che fino a oggi non avevano ancora trovato una collocazione ufficiale nella rete sentieristica del Cai. Da quest’anno Cima Vacche e Monte Guslon entrano a tutti gli effetti nel registro regionale dei sentieri del Club Alpino Italiano, arricchendo una rete che la sezione Cai Alpago già si occupa di mantenere per oltre un centinaio di chilometri.
Nella prossima ristampa della Carta Tabacco, i due itinerari saranno identificati con i numeri 927 e 939. Il primo conduce da Malga Manteo a Cima Vacche, a quota 2058 metri, con un dislivello di circa 847 metri e un tempo di percorrenza indicativo di due ore. Il secondo raggiunge invece il Monte Guslon, 2195 metri, superando anch’esso un dislivello di circa 847 metri.
«In realtà sono percorsi frequentati da sempre e la traccia si leggeva bene, soprattutto quello di Cima Vacche – spiega Graziano Peterle, coordinatore della commissione sentieri della sezione Cai Alpago –. Finora, però, non erano mai stati presi in seria considerazione e venivano lasciati alla libera interpretazione degli escursionisti».
Una situazione destinata a cambiare proprio alla luce della crescente frequentazione della montagna. I due itinerari presentano infatti caratteristiche tali da renderli particolarmente interessanti per chi vuole raggiungere le due cime senza affrontare difficoltà alpinistiche significative. Il percorso verso Cima Vacche si sviluppa lungo una cresta panoramica e facilmente individuabile, mentre quello diretto al Guslon segue un canalone ben visibile che conduce quasi alla vetta.
Sono entrambi versanti esposti a sud-ovest, frequentati anche durante l’inverno, quando la presenza della neve e le condizioni favorevoli li trasformano in itinerari molto apprezzati dagli appassionati.
La decisione di inserirli ufficialmente nella rete Cai nasce però soprattutto dall’evoluzione del modo di vivere la montagna. «È proprio l’aumento del flusso degli escursionisti estivi diretto normalmente verso il gruppo di sentieri più a est, verso la Val de Piera e il rifugio Semenza e verso la Palantina e il Piancavallo, ad averci indotto a inserirli nel registro regionale dei sentieri Cai e ad assumerci anche l’impegno di manutentarli e tabellarli – sottolinea Peterle –. Bisogna tenere conto dell’aumento dell’escursionismo esploso negli ultimi anni e della conseguente richiesta e necessità di fornire indicazioni».
Il principio è semplice: più persone frequentano la montagna, maggiore diventa l’esigenza di avere tracciati riconoscibili, segnaletica adeguata e informazioni precise. Anche percorsi che per gli escursionisti locali possono apparire intuitivi necessitano quindi di essere inseriti in una rete organizzata e sottoposta a manutenzione.
La partenza dei due itinerari è la medesima, Malga Manteo, raggiungibile dall’area di Pian Grant, dove è possibile lasciare l’auto a circa dieci minuti dalla malga, attualmente chiusa. Seguendo la strada bianca che sale dalla struttura, si incontra una prima deviazione sulla destra: imboccandola si affronta il tratto più ripido che conduce verso Cima Vacche. Proseguendo invece ancora per alcuni minuti lungo la strada e prendendo poi un’altra deviazione sulla destra, si imbocca il sentiero diretto al Guslon.
Il percorso verso quest’ultima cima supera una facile balza e quindi entra nel canalone che accompagna l’escursionista verso la vetta. Itinerari diversi per caratteristiche, ma accomunati dalla possibilità di essere percorsi in ogni stagione e da un elemento che si manifesta praticamente fin dai primi passi: il panorama.
Salendo, lo sguardo si apre infatti sulle Dolomiti e sulla Valbelluna verso nord-ovest, mentre verso sud si possono osservare la laguna veneta e le Dolomiti friulane. A nord, nelle giornate limpide, la vista arriva fino ai monti dell’Austria.
L’ingresso ufficiale nella rete Cai non rappresenta comunque un punto di arrivo. La sezione è già al lavoro sulla segnaletica e guarda alla possibilità di sviluppare ulteriormente il percorso del Guslon.
«Nei prossimi giorni completeremo la tabellazione del 939 – anticipa Peterle – ma stiamo già pensando alla prosecuzione del sentiero del Guslon che, raggiunto il rifugio Semenza via Monte Castelat, completerebbe un anello già tracciato, anche se con qualche difficoltà in più».
Un progetto che potrebbe quindi trasformare i nuovi sentieri in una parte di un itinerario circolare più ampio. Dalla forcella Lastè, dove si trova il rifugio Semenza, non mancano infatti le possibilità per proseguire verso altre mete o rientrare a valle.
Per il Cai Alpago significa ampliare una rete che non è soltanto un insieme di tracce sulla carta, ma uno strumento di conoscenza e sicurezza. E per l’escursionista, due nuovi numeri – 927 e 939 – che presto accompagneranno ufficialmente due salite già entrate da tempo nella storia e nelle abitudini di chi frequenta le montagne dell’Alpago.





