Sono trascorsi 4 anni da quando, al parco “Città di Bologna” di Belluno, è stata inaugurata una panchina rossa, simbolo dei femminicidi e della violenza contro le donne, ma anche un invito a vigilare, un monito a coltivare e diffondere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza tra donna e uomo.
La targhetta che ancora si legge sulla panchina reca lo slogan “Rompiamo il silenzio”, insieme all’elenco dei soggetti che hanno contribuito e sostenuto la sua collocazione in un luogo frequentato da tante persone.
Vi figurano: l’associazione T.A.C.I. ovvero Teatro, Arte, Cultura; Auser Veneto, Auser Belluno, con il contributo della Regione Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. All’inaugurazione erano intervenute anche una delegazione di Belluno Donna e una del Movimento Non Una Di Meno.
Oggi, quella panchina mostra i danni che inesorabilmente il trascorrere del tempo ha causato. Tanto è vero che non si legge più il numero di telefono, scritto per le chiamate di aiuto in caso di violenza.
Il movimento femminista Non Una Di Meno e l’Associazione BellunoDonna chiedono al Servizio di manutenzione del Comune di Belluno di ripristinare il colore originale e di evidenziare il numero di telefono antiviolenza: «Sollecitiamo il lavoro di recupero per restituire dignità alla Panchina Rossa e a ciò che rappresenta».





