Detenuto tira un pugno al secondino, violenza nel carcere di Baldenich

Detenuto tira un pugno al secondino, violenza nel carcere di Baldenich

Un pugno all’altezza del volto, e il secondino finisce all’ospedale con la lesione del timpano. È successo nel carcere di Baldenich, dove un detenuto si è reso protagonista di un episodio violento. La denuncia arriva da Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria.

Il fatto risale a qualche giorno fa. «Un detenuto nordafricano, che stazionava di fronte il cancello della rotonda del carcere, rifiuta di rientrare in cella (ristretto a regime ordinario) con la pretesa di parlare con il preposto di polizia penitenziaria – racconta Giovanni Vona, segretario nazionale Sappe per il Triveneto -. C’è però un antefatto: lo stesso detenuto si era reso protagonista di un grave fatto già a inizio mese, quando aveva chiesto all’agente di sezione di potersi recare nel locale barberia fuori dall’orario consentito e la cosa ovviamente gli era stata negata. Per questo, di fronte alla sua reazione verbale violenta, era stato rapportato disciplinarmente. Tornando ai giorni scorsi, dopo il rifiuto di rientrare in cella, il detenuto ha riconosciuto l’agente come colui che lo aveva rapportato disciplinarmente nelle settimane precedenti e, ancora risentito, lo ha offeso e minacciato per poi, del tutto inaspettatamente, tirargli uno schiaffo sull’orecchio sinistro. Il collega è poi andato in infermeria perché perdeva sangue dell’orecchio, in infermeria lo hanno mandato in ospedale dove gli hanno diagnosticato la lesione del timpano, con venti giorni di prognosi».

Il Sappe denuncia da tempo le condizioni del carcere di Belluno. «La violenza e la tensione vissuta dai poliziotti in servizio nel carcere di Belluno sono gravissime: è inaccettabile che un agente debba rischiare ogni giorno la propria incolumità ed essere soggetto ad aggressioni e violenze solamente perché rappresenta lo Stato in un contesto nel quale la frangia violenta dei detenuti non ha alcuna remora a creare disordini, sommosse, eventi critici» denuncia il segretario generale del Sappe Donato Capece. «Servono regole ferree per ristabilire ordine e sicurezza nelle carceri, attuando davvero quella tolleranza zero verso i detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta».

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