Il sistema dei bonus costituisce forse l’unico problema della manovra che approderà al Senato la settimana prossima. «Io spero che il Senato trovi i punti di convergenza per modificare le bozze giunte dal governo», afferma il deputato bellunese Roger De Menech. «L’Italia è un Paese fragile ed esposto a continui terremoti. Noi stessi abitiamo una delle aree con un rischio sismico alto. Finanziare lavori di ammodernamento e di adeguamento per far resistere gli edifici a eventi catastrofici è un investimento, non un costo. Significa, in caso di terremoti, risparmiare miliardi di euro per la ricostruzione ed enormi sofferenze a chi rischia di perdere tutto».
La previsione dell’esecutivo è di prorogare il 110 per cento al 2023 solo per i lavori in ambito condominiale mentre per le abitazioni monofamiliari l’estensione si riduce a 6 mesi e condizionata dell’Isee, i cui parametri di fatto escludono la stragrande maggioranza dei potenziali utilizzatori. Il bonus facciate è di gran lunga ridotto con l’inevitabile conseguenza di interrompere la riqualificazione urbana appena avviata. Anche il bonus sport al momento non verrebbe rifinanziato. Infine sarebbero eliminati lo sconto in fattura e la cessione del credito – restano solo per il superbonus 110 per cento – due misure di agevolazione dei nuclei familiari più deboli economicamente.
«Secondo me c’è un grosso equivoco – spiega De Menech -. Il 110 non nasce come misura di perequazione sociale ma come operazione di rigenerazione del patrimonio edilizio e per questo non credo abbia senso l’Isee per le unifamiliari. In questo modo si esclude dal beneficio la gran parte delle abitazioni dei nostri paesi – case unifamiliari ma certamente non di valore – mentre un condominio ai Parioli con attico e superattico non ha certo bisogno dell’Isee».
«Dispiace molto – conclude il deputato – perché la manovra è fortemente orientata alla crescita e merita complessivamente un voto alto: rafforza l’impegno per la sanità e per le persone non autosufficienti, alza gli stipendi e riduce i costi delle imprese, amplia il numero di lavoratori che può beneficiare di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione. Equità, crescita, coesione sociale, competitività. La direzione è quella giusta. In Parlamento si lavorerà sodo per migliorarne alcuni capitoli a cominciare da quello sul superbonus».





