Dalle Dolomiti ai Monti Sibillini: la Rete Wigwam premia gli studenti del Renier

Dalle Dolomiti ai Monti Sibillini: la Rete Wigwam premia gli studenti del Renier

 

Riconoscimento di valore per gli studenti e le studentesse del Liceo Renier di Belluno, il cui impegno è sfociato nel progetto nazionale di Rete Wigwam e del ministero dell’Ambiente: “La scuola comunica la biodiversità e i prodotti tipici della comunità locale”. Lo stesso progetto ha permesso ai giovani di dialogare. E, soprattutto, ha aperto la via per un interscambio tra l’Istituto bellunese e quello di Amandola, comune montano nel territorio del Parco nazionale dei Monti Sibillini (oltre ad altri Istituti superiori del Veneto e del Lazio). 

Nello specifico, sono stati coinvolti circa 40 allievi e, di riflesso, l’intera popolazione scolastica. In questo modo, i ragazzi e le ragazze hanno acquisito una grande consapevolezza rispetto ai temi delle ricchezze ambientali: prima da decifrare e conoscere, poi da valorizzare. Specialmente per quanto riguarda le aree protette, come  il Parco dei Monti Sibillini e quello delle Dolomiti bellunesi. 

Il riconoscimento ufficiale agli studenti del Renier avverrà all’interno di una cerimonia, fissata alle ore 12 di venerdì 17, in municipio a Belluno: saranno presenti il sindaco Jacopo Massaro; il presidente di Rete Wigwam, Efrem Tassinato; il neo presidente del Parco nazionale Dolomiti, Ennio Vigne, e la dirigente scolastica del Renier, Violetta Anesin. 

«Questa attività ci riporta alle origini della nostra storia associativa – argomenta Efrem Tassinato – poiché Rete Wigwam, oggi organizzazione internazionale, rappresenta una tra le primissime associazioni eminentemente ecologiste nate in Italia, tra quelle con riconoscimento ministeriale. Unica, con origine nel Veneto e tuttora con propria sede legale e direttiva nella nostra regione. È stata generata dal primo Campo Rimboschimento di Malga Mariech sul monte Cesen nel 1971, un’attività che fu realizzata in collaborazione con l’allora Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, che aveva sede proprio a Belluno. Nell’estate di quell’anno, piccone in mano, una cinquantina di giovani studenti di diverse regioni italiane sperimentarono l’educativa fatica del piantar alberi. E, negli anni successivi, si determinò un imprinting ecologico che ha dato molti frutti, radicati e duraturi. Un’attività che oggi potrebbe essere riproposta come metodo pedagogico finalizzato al rispetto dell’ambiente, oltre che per l’educazione al valore delle comunità locali e al lavoro di squadra. In una parola: al civismo». 

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